Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Gaetano Rizzo chiede scusa pubblicamente a Giacinto Butindaro dicendo: “Il suo comportamento nel riprendere è più corretto di quanto pensassi in precedenza…”


http://vocechegrida.ning.com/forum/topics/risposta-a-butindaro-sul

Gaetano Rizzo, sul sito “VOCE CHE GRIDA” scrive: “MI SONO RESO CONTO DI AVER COMMESSO ERRORI NEL COMPRENDERE L’INSEGNAMENTO BIBLICO SULLA RIPRENSIONE E DI AVER QUINDI CRITICATO IN PARTE INGIUSTAMENTE IL BUTINDARO A RIGUARDO, CHIEDENDOGLI SCUSA PUBBLICAMENTE PER QUESTO…

Ecco un bell’esempio di umiltà nell’ammettere pubblicamente di aver giudicato male e superficialmente, il fratello Giacinto Butindaro, per non aver compreso ciò che la Bibbia insegna riguardo la “riprensione”… (nonostante il fratello Gaetano abbia ancora punti di vista diversi su altre questioni dottrinali…), spero comunque che sia di esempio, per quanti ancora non hanno la chiarezza necessaria, su questa importante parte della Parola di Dio.

Nicola Iannazzo

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Qui è visionabile l’articolo di Giacinto Butindaro: “Devo riprenderli prima in privato?”

Oppure su questo stesso sito.

Ecco invece l’articolo integrale di Gaetano Rizzo tratto dal sito “Voce che Grida”: http://vocechegrida.ning.com/forum/topics/risposta-a-butindaro-sul

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“… POCO TEMPO DOPO AVER PUBBLICATO IL MIO STUDIO “GIUDIZIO, SE E COME”, IL BUTINDARO HA PUBBLICATO IN UN SUO BLOG UNA SUA MEDITAZIONE: “DEVO RIPRENDERLI PRIMA IN PRIVATO?”POSSO INDUBBIAMENTE COMPRENDERE, NON FACENDO NOMI SPECIFICI, CHE CON QUESTO SUO SCRITTO EGLI NON SI RIVOLGEVA SOLO AL SOTTOSCRITTO. INFATTI CREDO CHE EGLI RISPONDEVA A TUTTI COLORO, I QUALI AVEVANO RIMPROVERATO IL SUO MODO DI GIUDICARE E RIPRENDERE. PERO’ NON HO ALCUN DUBBIO CHE EGLI CON QUESTA SUA MEDITAZIONE SI RIVOLGEVA SICURAMENTE ANCHE SE NON SOPRATTUTTO A ME, DATO CHE IO NON SOLO HO STIGMATIZZATO QUESTO SUO MODO DI RIPRENDERE, MA HO REDATTO UN VERO E’ PROPRIO SCRITTO MOTIVANDO LE RAGIONI CHE CREDEVO SCRITTURALI, LE QUALI MI SPINGEVANO A DISSENTIRE DAL SUO COMPORTAMENTO. BASTA CONFRONTARE IL MIO SCRITTO “GIUDIZIO, SE E COME” CON IL SUO “DEVO RIPRENDERLI IN PRIVATO?” PER COMPRENDERLO.

AD OGNI MODO POCO SOPRA HO PARLATO DI RAGIONI CHE CREDEVO ERANO SUPPORTATE DALLA SACRA SCRITTURA, PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE ORA, DOPO AVER LETTO LA RISPOSTA DEL BUTINDARO, MI SONO RESO CONTO DI AVER COMMESSO ERRORI NEL COMPRENDERE L’INSEGNAMENTO BIBLICO SULLA RIPRENSIONE E DI AVER QUINDI CRITICATO IN PARTE INGIUSTAMENTE IL BUTINDARO A RIGUARDO, CHIEDENDOGLI SCUSA PUBBLICAMENTE PER QUESTO. CIO’ SE NON ALTRO DEVE FAR COMPRENDERE CHE PERSINO QUANDO CRITICO UN CREDENTE IL MIO SCOPO NON E’ ASSOLUTAMENTE QUELLO DI “COMBATTERE” CONTRO DI LUI, BENSI’ QUELLO DI DIFENDERE E ONORARE SEMPRE LA VERITA’. NIENT’ALTRO. E’ VERO INDUBBIAMENTE CHE HA COME AL SOLITO UNA LINGUA TAGLIENTE, PRONTA A EMETTERE GIUDIZI E ACCUSE NON CORRISPONDENTI AL VERO, CIO’ NON TOGLIE CHE IL SUO COMPORTAMENTO NEL RIPRENDERE E’ PIU’ CORRETTO DI QUANTO PENSASSI IN PRECEDENZA.

ADESSO PASSEREMO AD ESAMINARE IL TESTO PUBBLICATO DAL GIACINTO “SOPPESANDO” TUTTO QUELLO CHE DICE, CERCANDO DI TRARRE DA ESSO LE OVVIE E GIUSTE CONCLUSIONI.

LUI SCRIVE:

Taluni mi accusano di non procedere biblicamente nei confronti di quei pastori e credenti che insegnano false dottrine od operano degli scandali pubblicamente. E per avvalorare biblicamente questa accusa, si appoggiano su alcuni passi della Bibbia, che sono questi: “Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano” (Matteo 18:15-17).

E’ VERO QUELLO CHE DICI. INFATTI IO STESSO TI HO ACCUSATO, ADESSO COMPRENDO IN PARTE INGIUSTAMENTE, DI NON PROCEDERE BIBLICAMENTE NEL RIPRENDERE PASTORI E CREDENTI CHE COMMETTONO PECCATI PUBBLICI E INSEGNANO FALSE DOTTRINE ALTRETTANTO PUBBLICAMENTE E IL BRANO A CUI FACEVO RIFERIMENTO ERA QUELLO DI (MATTEO 18,15-18)

Ora, fermo restando la veracità delle parole dette da Gesù, io vorrei domandare a costoro che mi accusano: ‘Ma che c’entrano queste parole con quello che sto facendo io?’ Infatti queste parole non si riferiscono al mio caso perché i fratelli le cui false dottrine confuto pubblicamente o i cui comportamenti sconvenienti pubblici io riprovo e confuto, NON HANNO PECCATO CONTRO DI ME. In altre parole, non mi hanno fatto un torto o del male a livello personale, non mi hanno rubato del denaro, non mi hanno mentito, non mi hanno dato un pugno in faccia, non mi hanno dato un calcio, non mi hanno sputato in faccia, e così via, e quindi io non ho nulla contro di loro da doverli andare a riprendere tra me e loro solamente. Se invece un fratello pecca contro di me, allora lo riprendo fra me e lui solo, come ho già fatto, e nel caso non mi ascolta procedo con i passi successivi ordinati da Cristo.

HAI RAGIONE GIACINTO. MI RENDO CONTO CHE NON AVEVO COMPRESO BENE L’ARGOMENTO SULLA RIPRENSIONE QUANDO SI TRATTA DI PECCATI PUBBLICI. CIO’ NON TOGLIE CHE LA PERSONA CHE RIPRENDE DEVE COMUNQUE CONTATTARE, QUANTO E’ POSSIBILE, LA PERSONA RIPRESA. COSA CHE TU NON FAI. E QUESTO E’ GRAVE.

Ma qui le cose sono totalmente diverse, perché siamo di fronte a credenti che diffondono false dottrine o mettono in mostra pubblicamente dei comportamenti che sono d’intoppo al Vangelo e agli increduli, come anche ad altri credenti, e quindi sono obbligato a riprenderli pubblicamente (ossia davanti a tutti o comunque in maniera che più persone possibili ascoltino la riprensione).

IL TUO COMPORTAMENTO SOTTO QUESTO ASPETTO E’ FEDELE ALL’INSEGNAMENTO BIBLICO, MA FINO A UN CERTO PUNTO. PERCHE’ DICO QUESTO E PERCHE’ TI HO DETTO CHE IN PARTE HO SBAGLIATO NEL GIUDICARE IL TUO METODO? IO TI AVEVO DETTO DI COME IL “REO” CHE AVEVA COMMESSO IL PECCATO PUBBLICO DOVEVA ESSERE CONTATTATO PRIMA PRIVATAMENTE IN MODO CHE LA COSA FOSSE DISCUSSA UNICAMENTE TRA TE E LUI. ADESSO HO COMPRESO COME NON FOSSE BIBLICO CIO’ E CHE QUINDI SOTTO QUESTO ASPETTO AVEVO ERRATO NEL GIUDICARTI E RIPRENDERTI. CIO’ NON TOGLIE PERO’ CHE COMMETTI COMUNQUE DEGLI ERRORI. QUALI? NON CONTATTI LA PERSONA CHE HA PECCATO. ANZI LA IGNORI, AGENDO A SUA INSAPUTA, SENZA CONTARE CHE NON TI LIMITI A CRITICARLA, MA PRETENDI PERSINO DI POTER ESERCITARE NEI SUOI RIGUARDI L’AUTORITA’ DI “LEGARE E SCIOGLIERE” SPRONANDO I TUOI LETTORI AD ALLONTANARSI DA ESSA. EBBENE QUESTO SPETTA AI PASTORI DEL GREGGE E QUINDI NON CERTAMENTE A TE.

Ora, affinché comprendiate che la maniera in cui mi comporto non è assolutamente antibiblica, ma perfettamente in armonia con la Bibbia, prenderò l’esempio di Paolo, e voglio che teniate ben presente questo sin dall’inizio, che quando Paolo in una sua lettera ad una Chiesa riprovava uno scandalo o un falso insegnamento e riprendeva chi faceva lo scandalo o insegnava il falso insegnamento, quella riprovazione e riprensione erano PUBBLICHE, perché ogni lettera di Paolo ad una Chiesa DOVEVA ESSERE LETTA A TUTTA LA CHIESA A CUI ERA INDIRIZZATA, secondo che egli disse ai Tessalonicesi: “Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli” (1 Tessalonicesi 5:27).

CERTAMENTE. LA CHIESA TUTTA DOVEVA LEGGERE ED ESSERE INFORMATA IMMEDIATAMENTE QUANDO SI COMMETTEVA UN PECCATO PUBBLICO, RIGUARDANTE O UN COMPORTAMENTO ERRATO OPPURE UNA FALSA DOTTRINA. NON VI ERA NESSUNA RIPRENSIONE PRECEDENTEMENTE PRIVATA IN QUESTO CASO. ORA L’HO CAPITO PURE IO. ADESSO PERO’ VORREI FARTI UNA DOMANDA. L’APOSTOLO PAOLO SPEDENDO LA LETTERA, VOLEVA CHE LA LEGGESSE PURE IL CREDENTE DA AMMONIRE? LA MANDAVA PURE A LUI? CERTAMENTE. TU INVECE COSA FAI? AGISCI ALL’INSAPUTA DI COLUI IL QUALE HA COMMESSO IL PECCATO E NON CERCHI DI CONTATTARLO. TALE COMPORTAMENTO E’ ESTREMAMENTE SCORRETTO E INGIUSTO!

Ora, Paolo mentre si trovava lontano da Corinto venne a sapere che nella Chiesa di Corinto c’era uno che si teneva la moglie di suo padre, secondo che è scritto: “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre” (1 Corinzi 5:1). Ora, che fece Paolo dinnanzi a questo comportamento scandaloso di quel membro della Chiesa di Corinto di cui tutti erano a conoscenza? Andò prima a trovarlo privatamente per riprenderlo, o gli scrisse prima una lettera privata di riprensione? Non mi risulta, perché Paolo riprese subito la Chiesa per non avere tolto di mezzo quel tale, dicendogli: “E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! …. Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta? Purificatevi dal vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito.” (1 Corinzi 5:2,6-7), e giudicò subito quel tale dandolo in mano di Satana, secondo che è scritto: “Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù” (1 Corinzi 5:3-5). Ci fu qualcosa di privato con qualcuno? No, fu tutto pubblico e subito.

EFFETTIVAMENTE NON CI FU NESSUNA RIPRENSIONE PRIVATA, BENSI’ PAOLO MISE TUTTO IN PUBBLICO. TANTO MENO L’APOSTOLO PARLO’ PRIMA PRIVATAMENTE CON IL “REO”. ALTRETTANTO PUBBLICAMENTE RIPRESE LA CHIESA PER NON AVER SCOMUNICATO IMMEDIANTEMENTE IL PECCATORE IMPENITENTE. RESTA COMUNQUE IL FATTO CHE LA RIPRENSIONE DI PAOLO RAGGIUNSE DIRETTAMENTE PERSINO COLUI CHE COMMISE QUEL PECCATO. L’APOSTOLO NON AGI’ ALL’INSAPUTA DEL TRASGRESSORE, COME FAI TU. SENZA CONSIDERARE CHE L’INIQUO NON VENNE A CONOSCENZA DELLA COSA TRAMITE ALTRE FONTI. NO LA RIPRENSIONE DI PAOLO RAGGIUNSE IMMEDIATAMENTE ANCHE IL COLPEVOLE!

Paolo venne a sapere anche che c’erano credenti di quella Chiesa che portavano altri credenti dinnanzi ai tribunali degli infedeli per esservi giudicati. Il loro dunque era un comportamento pubblico scandaloso che era di cattiva testimonianza al Vangelo, come quello di quel credente che si teneva la moglie di suo padre. Anche in questo caso che fece Paolo? Scrisse prima loro privatamente per ammonirli? Non mi risulta, ma li riprese subito pubblicamente, secondo che è scritto: (1 Corinzi 6:1-9).

INFATTI L’APOSTOLO NON RIPRESE PRIVATAMENTE NESSUNO IN QUEL CASO. LA SUA RIPRENSIONE FU IMMEDIATAMENTE PUBBLICA, E QUESTO PER IL SEMPLICE FATTO CHE ESSI AVEVANO PECCATO E CAUSATO SCANDALO PUBBLICAMENTE. QUINDI SIA QUEI CREDENTI CHE AVEVANO TRASCINATO ALTRI CONSERVI DAVANTI A TRIBUNALI PRESIEDUTI DA PAGANI E SIA COLUI CHE SI TENEVA LA MOGLIE DI SUO PADRE DOVEVANO ESSERE RIPRESI SUBITO E PUBBLICAMENTE SENZA TERGIVERSARE SU PRESUNTE RIPRENSIONI PRIVATE DA DOVERSI FARE IN PRECEDENZA. QUINDI PAOLO FECE IN MODO CHE TUTTI LEGGESSERO TALI RIPRENSIONI, TRASGRESSORI COMPRESI!

Sempre Paolo un giorno venne a sapere che nella Chiesa di Tessalonica c’erano alcuni che non volevano lavorare e si affaticavano in cose vane, e quindi erano di cattiva testimonianza. Che fece Paolo? Li andò prima a trovare privatamente o li riprese prima privatamente? Non mi risulta, perché anche qui li ammonì subito pubblicamente, secondo che disse: “Perché sentiamo che alcuni si conducono fra voi disordinatamente, non lavorando affatto, ma affaccendandosi in cose vane. A quei tali noi ordiniamo e li esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane, quietamente lavorando” (2 Tessalonicesi 3:11-12). Dico pubblicamente perché come abbiamo visto prima, quella lettera fu letta a tutti i fratelli, secondo che disse Paolo: “Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli” (1 Tessalonicesi 5:27).

QUEI CREDENTI OVVIAMENTE VIVENDO IN QUEL MODO ERANO DI SCANDALO E DAVANO UNA CATTIVA TESTIMONIANZA, PER GIUNTA AGLI OCCHI DI TUTTI. QUINDI PECCANDO PUBBLICAMENTE DOVEVANO RICEVERE IMMEDIATAMENTE UNA RIPRENSIONE PUBBLICA. IL LORO COMPORTAMENTO RECAVA DANNO ALLA CHIESA E DOVEVANO DI CONSEGUENZA ESSERE RIPRESI DAVANTI A TUTTI IN MODO CHE I CREDENTI POTEVANO AVERNE TIMORE E IL MONDO COMPRENDERE CHE IL POPOLO DI DIO NON TOLLERAVA ASSOLUTAMENTE IL PECCATO. PER QUESTO PAOLO ESSENDO, FRA LE ALTRE COSE, PURE UN PASTORE DI ANIME, FECE SI CHE TUTTI I TESSALONICESI LEGGESSERO LA LETTERA SPEDITA AD ESSI A COMINCIARE PROPRIO DA COLORO CHE AVEVANO TRASGREDITO.

Ma proseguiamo, e vediamo cosa scrisse Paolo ai Galati quando seppe che nel loro mezzo c’erano alcuni che li turbavano e volevano sovvertire l’Evangelo di Cristo, imponendo loro l’osservanza di giorni, mesi, e stagioni ed anni, e la circoncisione nella carne. Egli disse: “Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. Poiché neppur quelli stessi che son circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi gloriare della vostra carne” (Galati 6:12-13), ed ancora: “Si facessero pur anche evirare quelli che vi mettono sottosopra!” (Galati 5:12). Ora, domando anche qui: ‘Paolo forse andò prima a trovare quelle persone per riprenderle prima privatamente tra lui e esse solamente? Scrisse loro prima una lettera di riprensione privata?’ Non mi risulta, perché anche qui la riprovazione e la riprensione furono subito pubbliche.

GIUSTO. PURE IN QUESTO CASO SI PARLA DI PECCATI PUBBLICI, RIPRESI SUBITO E ALTRETTANTO PUBBLICAMENTE. NON SI PARLA CERTAMENTE DI RIPRENSIONI PRIVATE. NELLA CHIESA DI GALATI VI ERANO ALCUNI CHE CERCAVANO D’IMPORRE LA CIRCONCISIONE, MANIFESTANDO PUBBLICAMENTE TALE LORO DESIDERIO. IL LORO PECCATO ERA QUINDI PUBBLICO E CIO’ RICHIEDEVA UN INTERVENTO IMMEDIATO DA PARTE DELL’APOSTOLO PAOLO, IL QUALE SENZA TROPPO TERGIVERSARE RIPRESE COSTORO IMMEDIATAMENTE E PUBBLICAMENTE.

E terminiamo con la riprensione che Paolo fece a Pietro ad Antiochia, secondo che è scritto: “Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare. Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. E gli altri Giudei si misero a simulare anch’essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? Noi che siam Giudei di nascita e non peccatori di fra i Gentili,
avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata. Ma se nel cercare d’esser giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, Cristo è egli un ministro di peccato? Così non sia. Perché se io riedifico le cose che ho distrutte, mi dimostro trasgressore. Poiché per mezzo della legge io son morto alla legge per vivere a Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente” (Galati 2:11-21).

BRANO VERAMENTE CHIARIFICATORE SUL COME COMPORTARSI QUANDO SI COMMETTE UN PECCATO PUBBLICO. PIETRO COL SUO COMPORTAMENTO FU DI SCANDALO ED ESSENDO STATO IL SUO ERRORE, VISIBILE A MOLTI, FU NECESSARIO INTERVENIRE PER RIPRENDERE L’APOSTOLO DAVANTI AGLI ASTANTI E CERTAMENTE NON PRIVATAMENTE.

Ecco dunque l’apostolo Pietro, che ad un certo punto si mette a costringere i Gentili a giudaizzare, e quindi ad insegnare che si viene giustificati per le opere della legge, e riesce a trascinare dietro a sé diversi credenti. Paolo lo vede, che fa? Lo prende prima in privato e lo riprende? Va da lui e gli dice: ‘Senti Pietro, tu sei fuori dottrina, te lo dico in privato prima perché così ha insegnato Gesù, ma se persisti mi prenderò dei testimoni, e poi se non mi ascolterai neppure allora, ti ammonirò davanti a tutti pubblicamente’? No, affatto, perché Paolo lo riprese subito davanti a tutti. La Bibbia dice infatti: io dissi a Cefa IN PRESENZA DI TUTTI.

DIFATTI L’ERRORE COMMESSO DA PIETRO ERA GRAVE. EGLI CON IL SUO ATTEGGIAMENTO RISCHIAVA DI FAR AVVICINARE I GENTILI ALLA LEGGE MOSAICA INDUCENDO QUESTI ULTIMI AD APOSTATARE DAL CRISTIANESIMO. ERA DI CONSEGUENZA OPPORTUNO RIPRENDERLO SUBITO E DAVANTI A TUTTI. PAOLO FECE QUINDI BENE AD AGIRE IN QUEL MODO. OLTRETUTTO NON SI PARLA DI UN’AMMONIZIONE PRIVATA E PRECEDENTE FATTA DA “SAULO DI TARSO” A “SIMON PIETRO”.

Credo che un esempio più chiaro di questo non ci sia, che mostri come i miei accusatori dicono delle menzogne. Ma credo che costoro avrebbero pure accusato Paolo come accusano me, se fossero stati presenti ad Antiochia a quello che avvenne. Gli avrebbero detto infatti: ‘Come ti sei permesso di riprendere il caro fratello Pietro davanti a tutti, senza ammonirlo prima privatamente?’ E’ evidente dunque che alla luce della Scrittura, del modo di agire dell’apostolo Paolo, io non sto andando contro quello che è scritto, perchè anche l’apostolo Paolo riprese subito dei fratelli pubblicamente per dei loro peccati (senza passare dunque prima per via di una riprensione fraterna privata), e questo perchè quei peccati non erano dei peccati che quei credenti avevano commesso contro di lui.

INDUBBIAMENTE SE COLORO CHE COME ME TI HANNO IMPUTATO DI NON RIPRENDERE I PECCATI PUBBLICI PRIMA IN PRIVATO, NON AMMETTESSERO ALLA FINE DI AVER SBAGLIATO E’ PROBABILE CHE SI SAREBBERO COMPORTATI ALLO STESSO MODO ANCHE CON SAN PAOLO. CERTAMENTE QUESTO NON E’ IL MIO CASO. IO IN TUTTA SINCERITA’ CREDEVO CHE TI SBAGLIAVI NEL NON RIPRENDERE PECCATI PUBBLICI PRIVATAMENTE. LEGGENDO PERO’ QUESTO TUO STUDIO SU TALE SOGGETTO HO COMPRESO IL MIO ERRORE E L’HO AMMESSO PUBBLICAMENTE. QUESTO PERCHE’ IL MIO DESIDERIO E’ SOLO DI DIFENDERE LA VERITA’ E NON QUELLO DI AVERE PER FORZA RAGIONE SENZA NEMMENO SOPPESARE E ASCOLTARE QUELLO CHE MI DICONO GLI ALTRI. NON E’ QUINDI L’ORGOGLIO E’ L’ARROGANZA A GUIDARMI, BENSI’ LO ZELO E L’AMORE PER LA VERITA’.

Semmai sono ancora una volta i miei accusatori ad andare contro quello che è scritto, e perché questo? Perché la mia riprovazione e riprensione pubblica sta dando loro molto fastidio, perché mette in evidenza dei loro palesi errori dottrinali e dei loro comportamenti carnali, da cui non vogliono ravvedersi a motivo del loro orgoglio. Già, da cui non vogliono ravvedersi, perché costoro in fin dei conti sono dei beffardi che la riprensione se la gettano alle spalle. Gliela puoi fare privatamente su una montagna, gliela puoi fare davanti a milioni di persone, la loro reazione è sempre la stessa, perché sono dei beffardi, degli insensati. Ma siccome sono furbi come le volpi, allora che hanno tirato fuori? La riprensione fraterna privata anche nel caso di insegnamenti e scandali pubblici, perché così possono gettare del fumo negli occhi dei semplici, e apparire come una sorta di vittime. E quindi questo è un abile sofisma escogitato per mettere in cattiva luce coloro che con la grazia di Dio smascherano le loro menzogne e i loro scandali.

ANDARE CONTRO QUELLO CHE E’ SCRITTO? NEL CASO DELLA RIPRENSIONE HAI IN PARTE RAGIONE. D’ALTRONDE L’HO AMMESSO SENZA PROBLEMI UNA VOLTA COMPRESO L’ERRORE. PERO’ HO POTUTO NOTARE CHE NON POCHE VOLTE SEI TU AD ANDARE OLTRE QUELLO CHE E’ SCRITTO. INFATTI SEI TU CHE INSEGNI LA FALSA DOTTRINA DELLA “PERDITA DELLA SALVEZZA”. SEI SEMPRE TU A SOSTENERE L’ERRORE DOTTRINALE DELL’INSEGNAMENTO PENTECOSTALE SUL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO, E POTREI CONTINUARE … NO GIACINTO, A ME NON DA FASTIDIO LA RIPRENSIONE QUANDO VEDO CHE ESSA E’ BIBLICA. IO IN PASSATO CREDEVO IN DIVERSE COSE E SOSTENEVO COMPORTAMENTI SBAGLIATI. ASCOLTANDO PERO’ CREDENTI, SIA DIRETTAMENTE CHE TRAMITE I LORO SCRITTI E FRA QUESTI CI SEI PURE TU, I QUALI PER L’APPUNTO RIPRENDEVANO CON FERMEZZA TALI ERRORI, SIA DOTTRINALI CHE COMPORTAMENTALI, COL TEMPO HO ACCOLTO TALI RIPRENSIONI CONFORMANDOMI AD ESSE. PER ESEMPIO IO PER UN TEMPO HO CREDUTO CHE LA DONNA NON DOVESSE PORTARE IL VELO. INVECE ADESSO ANCHE GRAZIE AI TUOI INSEGNAMENTI HO CAMBIATO IDEA. UN ALTRO ERRATO INSEGNAMENTO CHE STAVO PER ACCETTARE RIGUARDAVA PROPRIO IL PASTORATO FEMMINILE. TU PERO’ HAI PIU’ VOLTE RIPRESO COLORO CHE ACCETTAVANO TALE INSEGNAMENTO E IO AVENDO COMPRESO LE RAGIONI BIBLICHE CHE TI SPINGEVANO A RIGETTARLO HO SEGUITO LA TUA RIPRENSIONE E ACCETTATO I TUOI CONSIGLI. VI ERANO PURE ALCUNI COMPORTAMENTI SEGUITI DA CREDENTI E CHE IO UN TEMPO CONSIDERAVO GIUSTI COME QUELLO DI SPOGLIARSI IN PUBBLICO PER METTERSI IN COSTUME QUANDO SI VA AL MARE. TU INVECE HAI SEMPRE STIGMATIZZATO CIO’ E IO DOPO UN PERIODO DI RETICENZA ALLA FINE HO COMPRESO LA TUA RIPRENSIONE E TI HO SEGUITO ANCHE IN QUESTO. INFINE, ULTIMO IN ORDINE DI TEMPO, L’INSEGNAMENTO SULLA RIPRENSIONE. FINO A POCO TEMPO FA CREDEVO IN TUTTA SINCERITA’ CHE PERSINO I PECCATI PUBBLICI DOVEVANO ESSERE RIPRESI SEMPRE PRIMA IN PRIVATO, CRITICANDOTI PER QUESTO. EBBENE CON QUESTO TUO STUDIO HO COMPRESO DI AVERE TORTO A RIGUARDO E HO ACCOLTO PER L’ENNESIMA VOLTA LA TUA RIPRENSIONE. EBBENE TI SEMBRO UNA PERSONA CHE NON ACCETTA LE RIPRENSIONI QUANDO ESSE SONO FONDATE? TU NEL TUO SCRITTO AFFERMI PURE INGIUSTAMENTE CHE IO AVREI TIRATO FUORI LA REGOLA DELLA RIPRENSIONE PRIVATA ANCHE NEL CASO DI PECCATI PUBBLICI PERCHE’ SPINTO DALL’ORGOGLIO. NON SOLO, MA A TUO AVVISO SAREBBE STATA LA FURBIZIA A SPINGERMI A SOSTENERE QUESTA IDEA PUR DI NON AMETTERE DI AVERE TORTO E CHE RICONOSCO ORA ERRATA. EBBENE SE FOSSE STATA LA MIA L’ARROGANZA A CREARE QUESTA DOTTRINA, ORA NON RICONOSCEREI PUBBLICAMENTE DI AVER CREDUTO IN UN INSEGNAMENTO ERRATO SULLA RIPRENSIONE. NO, GIACINTO. IO CI CREDEVO SINCERAMENTE E QUINDI ACCUSANDOMI DI ESSERE UNA VOLPE E DI ESSERE BEFFARDO E INSENSATO NON HAI FATTO ALTRO CHE CALUNNIARMI E DI QUESTO DOVRESTI SOLO VERGOGNARTI.

Peraltro questa regola della riprensione fatta prima privatamente e poi pubblicamente, pare che per loro non valga infatti proprio loro scrivono riprendendo e confutando pubblicamente dei predicatori, senza averli minimamente ammoniti in privato. A proposito, non lo fanno neppure con me, perché loro scrivono contro di me, senza avermi ripreso prima privatamente tra loro e me. Sono i soliti ipocriti, che accusano gli altri di fare qualcosa che poi se vai a vedere da vicino non fanno neppure loro. E poi la caratteristica di questi ipocriti è che con molta disinvoltura ti attaccano a livello personale, facendo insinuazioni di ogni genere, e non solo insinuazioni, perché spesso si tratta di offese personali. Ah, come vorrei tanto che coloro che leggono gli scritti di costoro conoscessero PERSONALMENTE questi individui, e allora potrebbero scoprire chi sono veramente. Ma Dio è giusto, e dice la Sua Parola che fa giustizia ad ognuno; quindi chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che ha fatto.

QUINDI IO PRIMA DI AVERTI CRITICATO PUBBLICAMENTE SULLA RIPRENSIONE NON TI AVREI MAI RIPRESO IN PRIVATO? CERTO CHE SEI PROPRIO INCREDIBILE. IN TUTTA SINCERITA’ INCOMINCIO A CREDERE CHE TU SIA ASSOLUTAMENTE INCAPACE DI PROVARE VERGOGNA. NON HO DAVVERO PAROLE PER QUALIFICARTI. COME FAI A SOSTENERE UNA COSA DEL GENERE QUANDO INVECE TI HO RIPRESO IN PRIVATO SUL TUO MODO DI RIPRENDERE LE PERSONE? CERTO E’ VERO, PRIMA DI PUBBLICARE IL MIO STUDIO SULLA RIPRENSIONE NON TI HO AVVERTITO PRIVATAMENTE DI QUESTA MIA PUBBLICAZIONE E SE DICO CIO’ E’ PERCHE’ VOGLIO AFFERMARE SOLO E UNICAMENTE LA VERITA’ TUTTA INTERA, PERO’ NON PUOI ASSOLUTAMENTE AFFERMARE CHE IO NON TI ABBIA MAI RIPRESO IN PRIVATO PRIMA DI FARLO IN PUBBLICO! TU PARLI DEL DESIDERIO CHE LE PERSONE CONOSCANO CHI TI CRITICA. IL PROBLEMA PURTROPPO E’ CHE SEMPRE PIU’ PERSONE STANNO SCOPRENDO CHI SEI TU E SOPRATTUTTO DELLA TUA FACILONERIA NELL’ACCUSARE IL PROSSIMO. CERTO DIO E’ GIUSTO, MA IO HO FIDUCIA ANCHE NELLA SUA MISERICORDIA E SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE TU GLI CHIEDA PERDONO PER LE ACCUSE CHE HAI RIVOLTO VERSO TUTTI COLORO CHE ERRONEAMENTE MA IN BUONA FEDE CREDONO NELLA DOTTRINA DELLA RIPRENSIONE PRIVATA DEI PECCATI PUBBLICI E FRA QUESTI C’ERO PURE IO. IO NON NEGO CHE FRA COSTORO VI POSSA ESSERE CHI TI ATTACCA SPINTO DALL’ORGOGLIO, CERTAMENTE PERO’ NON ERA IL MIO CASO E CREDO DI AVERLO DIMOSTRATO CHIARAMENTE CON QUESTA MIA RISPOSTA. QUINDI LE TUE ACCUSE, NEL MIO CASO SI SONO RIVELATE INGIURIOSE E CALUNNIOSE.

Poi voglio ribadire anche in questa occasione un concetto molto semplice: la falsa dottrina o lo scandalo diffuso tramite Internet o la radio o la televisione o a mezzo stampa sono come dei virus che si diffondono molto velocemente, e che fanno delle vittime poche o tante che siano. Quello che voglio dire è che fanno comunque un danno al Vangelo e alla Chiesa. E’ quindi doveroso che la riprovazione e la riprensione siano subito pubbliche, affinché tutti coloro che hanno ascoltato, visto, guardato, letto la cosa storta, possano avere subito la possibilità di sapere che quella cosa è sbagliata e non si deve fare o insegnare. In altre parole, il veleno diffuso pubblicamente, deve avere subito un antidoto pubblico. E poi, la immediata riprensione pubblica serve a suscitare timore in coloro che sono tentati a dire o fare le stesse cose, secondo che è scritto: “Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore” (1 Timoteo 5:20).

SONO D’ACCORDO PURE IN QUESTO. E’ GIUSTO QUELLO CHE ESPONI. L’INIQUITA’ PUBBLICA, SIA ESSA DOTTRINALE CHE COMPORTAMENTALE DEVE ESSERE RIPRESA SUBITO E ALTRETTANTO PUBBLICAMENTE. UN FALSO INSEGNAMENTO E’ VELENO PER LO SPIRITO E DEV’ESSERE IMMEDIATAMENTE CONTRASTATO PRIMA CHE FACCIA CHISSA’ QUANTI E QUALI DANNI. PURTROPPO L’ERRORE SI DIFFONDE CON GRANDE FACILITA’. L’UOMO DI DIO HA QUINDI IL DOVERE DI OPPORSI IMMEDIATAMENTE AD ESSO PER IL BENE DELLA CHIESA! PERO’ VOGLIO FARTI RIFLETTERE SUL PASSO DELLA PRIMA EPISTOLA A TIMOTEO. COSA DICE IL PASSO: “RIPRENDILI IN PRESENZA DI TUTTI”. CHIARO VERO? PAOLO DICE A TIMOTEO CHE DOVEVA RIPRENDERE I TRASGRESSORI, RIVOLGERSI DIRETTAMENTE A LORO SIA PURE IN PRESENZA DI ALTRI. DI SICURO NON DICEVA DI RIPRENDERLI PUBBLICAMENTE MA A LORO INSAPUTA.

E poi se quello che i miei accusatori dicono fosse vero, io che dovrei fare prima di confutare pubblicamente una falsa dottrina insegnata da un predicatore? Dovrei prima rintracciarlo e parlargli privatamente? E se non potessi proprio rintracciarlo perché vive in un posto nascosto o si nasconde lui volutamente? E mettiamo il caso che questo predicatore sia molto malato, tanto che non è neppure in grado più di ricordare, o mettiamo il caso che sia morto, e quindi non è contattabile? Che dovrei fare? Soprassedere, e fare finta di niente, e quindi non confutarlo, e così i suoi errori dottrinali continuerebbero a diffondersi facendo dei danni, e io dovrei stare a guardare i danni fatti dai suoi errori dottrinali senza poter confutarli pubblicamente? Così non sia! Dunque, come potete vedere, quello che affermano i miei accusatori si dimostra falso; e non potrebbe essere altrimenti perché va contro la Parola di Dio.

TRALASCIANDO IL FATTO CHE HO RICONOSCIUTO COME FALSA LA RIPRENSIONE PRIVATA DEI PECCATI PUBBLICI, LE OBIEZIONI CHE TU PONI SONO ALQUANTO PATETICHE. PERCHE? COME SAPPIAMO L’AMMONIMENTO PRIVATO SECONDO QUESTA ERRATA DOTTRINA, DOVREBBE ESSERE FATTO DI NORMA SEGUENDO DETERMINATI PASSI. NEL CASO INVECE SI VERIFICHI UNA DELLE SITUAZIONI DA TE EVIDENZIATE E’ OVVIO CHE SI DOVREBBE AGIRE DIRETTAMENTE, IN PUBBLICO VISTA L’IMPOSSIBILITA’ DI AGIRE PRIVATAMENTE. DI CERTO NON SI DOVREBBE COMUNQUE STARE IN SILENZIO. LA VERITA’ VA COMUNQUE SEMPRE DETTA E L’ERRORE EVIDENZIATO IN QUANTO TALE.

Io ho fiducia nel Signore che queste poche righe serviranno a tanti fratelli a capire ancora una volta quanto astuti sono coloro che odiano la riprensione e detestano coloro che agiscono con integrità, che bisogna riconoscere oggi sono molto numerosi nelle Chiese.
Fratelli, nessuno di questi cianciatori vi seduca con vani ragionamenti.

IO CREDO INVECE DI AVER FATTO COMPRENDERE AI LETTORI I QUALI LEGGERANNO L’ARTICOLO CHE IO NON ODIO NE LA RIPRENSIONE E NE COLORO CHE AGISCONO CON INTEGRITA’. SAREI UN FOLLE SE COMMETTESSI TALE ERRORE. ADESSO CONOSCO LA SANA DOTTRINA RIGUARDANTE LA RIPRENSIONE PUBBLICA, D’INIQUITA’ COMMESSE PUBBLICAMENTE. PER QUANTO RIGUARDA INVECE I PECCATI COMMESI IN PRIVATO E IN CUI PARLO NEL MIO PRECEDENTE STUDIO: “GIUDIZIO, SE E COME” ABBIAMO NOTATO INVECE COME SI DEVE AGIRE IN CONFORMITA’ ALLA LEGGE DIVINA NEL CASO UN CRENTE COMMETTE UNA TRASGRESSIONE NEI RIGUARDI DI UN ALTRO CREDENTE. IDDIO CI BENEDICA TUTTI E CI DIA PACE.

IN CRISTO,

GAETANO…”

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9 agosto 2010 - Posted by | Gaetano Rizzo, Giacinto Butindaro

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