Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● L’ecumenismo avanza anche nel Messinese…

L’ecumenismo avanza anche nel Messinese…

Dopo Ragusa, altri pastori evangelici si sono riuniti il 4 dicembre e hanno pregato insieme a preti cattolici romani uniti “…dall’amore”, lanciando ad essi un “…messaggio di fratellanza” !

Non certo amore per la Parola di Dio però, che ci esorta a non metterci con gli infedeli sotto un giogo che non è per noi! Sotto questa tenda leggo infatti della presenza del parroco della Chiesa di Santa Lucia, Giovanni Ioppolo.

Ecco cosa leggiamo sulla Gazzetta del Sud Online del 5 dicembre:

Tutte le comunità cristiane unite dall’amore per Messina

Una preghiera di intercessione per la città di Messina. In centinaia si sono ritrovati nella villetta di Santa Lucia sopra Contesse, per un evento unico nel suo genere. Una preghiera che possa coinvolgere anche chi ha smesso di sperare, per quanti vivono nel malessere sociale, tra infermità e malattie, in un contesto che raramente riesce a tutelare le fasce più debole. Preghiera che si è levata simbolicamente da Santa Lucia, il “sud del sud”, una zona di Messina che più di altre avrebbe bisogno di aiuto per ritrovare una dignità perduta. Una carenza nelle infrastrutture che però non ha intaccato il desiderio di rivalsa degli abitanti del quartiere.

Un intento sottolineato dalle poche parole del parroco della Chiesa di Santa Lucia, Giovanni Ioppolo, che da buon anfitrione ha difeso il suo gregge, orgoglioso di poter ospitare in una zona bistrattata dalle istituzioni una manifestazione di coesione.

Un ritrovo che è stato fortemente voluto dal Risveglio Cristiano, che è riuscito a coinvolgere diverse Chiese della città, convinte nel lanciare in questo periodo di difficoltà un messaggio di fratellanza.

Un progetto che ha incontrato numerose difficoltà, ma che è riuscito a emergere per la scelta dei numerosi Pastori che hanno dato l’adesione a questa semplice quanto potente idea di unire in una unica voce la speranza, al di sopra di ogni divisione, al sopra dell’orgoglio umano.

Un ritrovo che è iniziato con una serie di coinvolgenti canti, pian piano uniti in un solo coro, sorretto dalle voci di persone di ogni età, occhi chiusi e mani rivolte verso l’alto. Un canto di amore che ha subito contagiato i più giovani, lesti ad alzarsi per fare spazio agli anziani. Alcune hostess hanno collaborato all’iniziativa, accogliendo i visitatori più incerti con cordialità. Un serie di piccoli gesti che hanno contribuito a rendere l’incontro un vero punto di inizio. Piccoli gesti che troppo spesso abbiamo dimenticato di dare per scontati, disillusi da una città complicata, vittima di una perenne agitazione fino a sfociare in una normale scortesia. Non ci illudiamo che sarà un canto a cambiare le cose, ma il primo passo ha aperto i cuori dei presenti.

Coinvolgenti le parole del vero trascinatore dell’evento, Antonio Russo, che ha voluto ringraziare i Pastori che l’hanno accompagnato in questa iniziativa, tra cui Giuseppe Maiorana e Natale Stracuzzi.

Tutti insieme, coinvolti da un credo verso la propria città, senza perdere la speranza che qualcosa possa finalmente accadere, elevando tutta Messina, tutto il Sud, verso quella dignità che gli compete. Una preghiera d’amore verso la propria città”. Alessandro Genitori – Messina (05/12/2010)

Tratto da: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=162706&Edizione=13&A=20101205

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Ecumenismo con i Cattolici Romani: un giogo che non è per noi

Fratelli nel Signore, vi ricordo che Paolo disse ai santi di Corinto:”Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Ve lo ricordo per farvi capire che tra noi figliuoli di Dio, che siamo il tempio di Dio, e coloro che pur dicendosi Cristiani sono idolatri (cioè i Cattolici Romani) non c’è nessuna comunione, e che unirsi a loro per pregare, evangelizzare, e fare altre attività quasi fossero dei fratelli, costituisce un giogo che non è per noi, e che porta inevitabilmente quei figliuoli di Dio che invece ci si mettono assieme a corrompersi spiritualmente, perchè le cattive compagnie corrompono i buoni costumi. Non vi illudete, tutti coloro che si sono dati all’ecumenismo si sono corrotti profondamente, tra cui vi ricordo il famoso predicatore pentecostale David Du Plessis, che fu un pioniere del dialogo ecumenico tra Pentecostali e Cattolici Romani.

Ecco come iniziò il dialogo ecumenico internazionale tra ‘Pentecostali e Cattolici Romani’. Dopo alcune discussioni preliminari iniziate nel 1970, discussioni che ebbero come interlocutori da una parte il Segretariato per l’Unione dei Cristiani fondato da Giovanni XXIII nel 1960 e dall’altra singoli membri di chiese pentecostali, nel 1972 iniziarono i dialoghi internazionali tra Cattolici e Pentecostali. Originariamente, la delegazione pentecostale fu scelta personalmente da David Du Plessis, il quale era stato invitato anni prima a partecipare come osservatore al concilio Vaticano II, e più tardi da suo fratello Justus, ma gradualmente alcune denominazioni pentecostali hanno cominciato a mandare dei delegati ufficiali.

David Du Plessis (morto nel 1987) nel 1962, a motivo della sua attività ecumenica, fu rimosso dalle Assemblee di Dio americane che gli ritirarono le credenziali presso quella denominazione. Ma egli fu completamente riammesso nelle Assemblee di Dio americane nel 1979 quando gli furono restituite le credenziali.

Nel 1981 David Du Plessis scrisse che si era messo a pregare per il papa alla notizia che il ‘Vicario’ di Cristo era stato sparato.

Nel 1983 Du Plessis fu invitato a Roma per ricevere la medaglia Benemerenti da Giovanni Paolo II e dal cardinale Willebrands.

Nel suo libro Simple and Profound (Semplice e Profondo) egli è arrivato a dire che dopo essere andato a Medjugorje ed avere parlato con i bambini che ricevevano apparizioni di Maria ‘non ebbi più alcun dubbio sulla autenticità e sulla validità dell’apparizione’ (David Du Plessis, Simple & Profound, Orleans Mass., 1986, pag. 202).

Dispiace veramente constatare che un uomo come David Du Plessis che un giorno era nato di nuovo ed aveva pure ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo e visto il Signore operare potentemente in Sud Africa sia rimasto sedotto dalle dolci parole ecumeniche del papato e per amore di ‘unità’ si sia gettato alle sue spalle parte del consiglio di Dio.

Ma questo è avvenuto per servirci d’esempio, affinché comprendiamo quanto sia pericoloso e dannoso mettersi a dialogare (nella maniera in cui vuole la chiesa cattolica naturalmente) con i teologi papisti partendo dal presupposto che anche loro sono dei fratelli in Cristo

Ai Cattolici Romani l’unico messaggio da portare è:

‘Ravvedetevi, e convertitevi dagli idoli all’Iddio vivente e vero, credendo che Cristo è morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. Altrimenti andrete all’inferno. E poi, una volta che vi siete ravveduti, uscite immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana e unitevi al popolo di Dio’.

Con essi non è lecita alcuna collaborazione, non esiste alcuna comunione, e nessuna unità è possibile.

Chi ha orecchi da udire oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da:http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/13/ecumenismo-con-i-cattolici-romani-un-giogo-che-non-e-per-noi/

Leggi anche:

contro l’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana

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6 dicembre 2010 - Posted by | Abate Geremia, Angelo Cordima, Angelo Maiorana, Antonio Russo, Apostasia, Cattolicesimo Romano, Comportamenti sconvenienti, Ecumenismo, Franco Spuria, Giovanni Ioppolo, Giuseppe Maiorana, Lillo Lo Presti, Mimmo Petrungaro, Mimmo Tripodio, Natale Stracuzzi, Pastori ecumenici

7 commenti »

  1. pace nicola mi vergogno così tanto che nella mia città accadono queste cose invece di evangelizzare la salvezza in CRISTO si sono amalgamati fra di loro così bene a tal punto che si è verificato ciò che disse l’apostolo PAOLO ai galati quando disse un pò di lievito fà lievitare tutta la pasta

    Commento di tonino | 8 dicembre 2010

  2. SCRIBI E FARISEI IPOCRITI!!!!!!!!
    Noi Veri Cristiani(cristiano significa seguace di Cristo) ci vergogniamo di voi IPOCRITI che mettete dei pesi sulle persone,pesi che voi stessi non siete in grado di portare.Si, voi con la vostra apparente santita’, voi che conoscete tutto e tutti della Santa Parola di Dio e con le vostra cattiveria avete condannato persino il Signore dei Signori, Quello che proclamate sia il vostro Signore, ma certamente non lo è , perche’ Lui ,il Maestro GESU’ insegna AMORE, COMPASSIONE,MISERICORDIA,FRATELLANZA,
    leggetevi la parabola del buon samaritano, e leggetevi anche l’incontro del Maestro con la samaritana(avreste condannato anche il Maestro GESU’ perche’ parlava con una donna ritenuta infedele ed anche adultera) e cosa dite di Zaccheo e di Levi(Matteo) e di tanti altri uomini e donne ritenuti traditori e ultra peccatori per non parlare poi della donna adultera(voi “IPOCRITI” e senza cuore ,l’avreste lapidata). IMPARATE dalla Parola dell’ ETERNO e convertitevi a LUI , scrivendo sul sito cose edificanti e no solo pretesti per apparire quello che non siete. Sento nel cuore che avete bisogno di Compassione e di una vera conversione. Gettare fango sui confratelli non è da figliuoli di DIO. E vorrei dire a TONINO : Convertiti all’AMORE perche’ ne hai bisogno. Adesso concludo, ma riprendero’ questo argomento, spero lo pubblichiate.

    Commento di Natale Stracuzzi | 13 dicembre 2010

  3. desidero stimolare la tua reazione(cristiana)
    telefonami , se trovi il coraggio di confrontarti e no nasconderti come un codardo dietro un sito. Io ti Amo nell’ amore del Signore e sto pregando per te, affinchè ritorni a sana mente e parli di cose buone senza risentimenti. Il tuo viso fa presagire che hai mancanza d’amore verso i fratelli e tu sai benissimo che chi non ama il fratello che vede non puo’ amare Dio.

    Commento di Natale Stracuzzi | 14 dicembre 2010

  4. Per @Natale Stracuzzi

    Viste le tue insistenze ho deciso di pubblicare i tuoi due commenti che in un primo momento mi ero proposto di non fare passare dato i toni con cui mi hai scritto nonostante i miei avvisi al riguardo.
    Inoltre ho ritenuto utile che si sappia quale sia il modo di parlare pieno “d’amore”di voi pastori ecumenici… Voi si infatti che siete pieni di “compassione e di misericordia”…
    Tranne quando qualcuno vi rimprovera. Allora mostrate chi realmente siete.
    Arroganti e prepotenti! Ma anche ignoranti delle Sacre Scritture…

    Infatti prendi gli esempi del buon samaritano, della donna samaritana, di Levi, di Zaccheo e della donna adultera per giustificare ciò che avete fatto. Vediamoli quindi uno ad uno.

    – Il buon samaritano (Luca 10:25,37)

    Ma… mi vuoi dire cosa centra la parabola del buon samaritano col cantare e pregare insieme ai cattolici romani ed il loro parroco? Se infatti i cattolici romani col loro parroco sono da voi paragonati all’uomo imbattutosi nei ladroni a cui il buon samaritano prestò soccorso, dov’è la “cura” offerta loro?
    Cantare insieme? Pregare insieme? E questa sarebbe la cura? E questo sarebbe usargli misericordia?
    Ma così facendo voi non avete prestato nessuna cura a queste persone, tutt’altro… senza predicar loro il ravvedimento dalle opere morte e la fuoriuscita immediata dalla chiesa cattolica infatti, voi avete invece fortificato le mani degli empi, illudendoli che tra il vero popolo di Dio e loro vi possa comunque essere “fratellanza” senza ch’essi debbano fare alcunché!
    Infatti dopo la vostra “cura” (voi che sareste stati così i “buoni samaritani” nei loro confronti…), sull’articolo del giornale leggo che il parroco (a mio avviso con non poca superbia): “… da buon anfitrione ha difeso il suo gregge, orgoglioso di poter ospitare … una manifestazione di coesione… !!!
    Quindi nessuna esortazione da parte vostra nei loro confronti (perciò nessuna “cura”…) e nessun ravvedimento da parte loro! Altro che buon samaritano!

    – La donna samaritana (Giovanni 4:1,42)

    Da quel che leggo nella Parola di Dio, Gesù ammaestrò quella donna. Inoltre avendogli Gesù dimostrato che sapeva tutto di lei, anche ch’essa aveva avuto cinque mariti e che quello che aveva in quel momento non era suo marito, ella fu persuasa che di fronte a lei v’era qualcuno di eccezionale. Lei perciò testimoniò di questo ai suoi compaesani (Giovanni 8:39) che perciò credettero in Gesù.
    Mentre invece, nell’incontro ecumenico avuto il 4 dicembre, avete detto ad esempio ai cattolici che il passato della Chiesa Cattolica è pieno di peccati di idolatria e che il presente non è mutato affatto? Avete detto loro che l’idolatria è peccato ancora oggi? Avete detto loro quello che Gesù disse alla samaritana: “Iddio è spirito; e quelli che l´adorano, bisogna che l´adorino in ispirito e verità.” ??? (Giov.4:24)
    No! Da quel che leggo sulla Gazzetta del sud invece leggo solo di “…coinvolgenti canti, pian piano uniti in un solo coro…”.

    – Levi (Matteo 9:9,13; Marco 2:14,17; Luca 5:27,32)

    Nel passo di Marco leggiamo: “E gli scribi d´infra i Farisei, vedutolo mangiar coi pubblicani e coi peccatori, dicevano ai suoi discepoli: Come mai mangia e beve coi pubblicani e i peccatori? E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.Io non son venuto a chiamar de´ giusti, ma dei peccatori.” (Marco 2:16,17)

    Anche qui questo passo non centra nulla con il pregare e cantare coi cattolici romani, infatti mangiare e bere coi peccatori è una cosa, diverso invece e farlo con chi si reputa un “fratello” ma invece è un idolatra: “V´ho scritto nella mia epistola di non mischiarvi coi fornicatori; non del tutto però coi fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i rapaci, e con gl´idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo; ma quel che v´ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia … un idolatra, … con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que´ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que´ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi.” (1° Corinzi 5:10,12).

    Gesù mangiò e bevve a casa di Levi dopo che lui “lasciata ogni cosa, si levò e si mise a seguirlo. E Levi gli fece un gran convito in casa sua…” (Luca 5:27,29) Notato quel “lasciata ogni cosa…”?
    Ma al parroco con cui avete pregato e cantato insieme avete detto di “…lasciare ogni cosa” e seguire solo Gesù? Gli avete detto di uscire dalla chiesa di Roma insieme al suo gregge?
    No! Da quel che leggo sulla Gazzetta del sud invece leggo solo di “…coinvolgenti canti, pian piano uniti in un solo coro…”.

    – Zaccheo (Luca 19:1,10)

    Poi mi parli di Zaccheo, ma dimentichi ch’egli fece dei frutti degni del ravvedimento, a differenza dei vostri “fratelli“ cattolici romani.
    “Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de´ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Luca 19:8,9)
    Perciò dato che paragoni il parroco col “suo gregge” a Zaccheo, vuoi dirmi quali siano stati i loro frutti degni del ravvedimento?
    Il parroco ha forse testimoniato pubblicamente la decisione di abbandonare la veste sacerdotale?
    Ha forse testimoniato l’abbandono del culto alle statue e agli idoli? Non mi pare…
    Ecco invece cosa leggo che ha fatto, dalla gazzetta del sud: “…da buon anfitrione ha difeso il suo gregge…”.

    “Difendere il proprio gregge” non significa affatto pentirsi dei propri peccati…

    Da queste parole infatti io non vedo una persona pentita del suo passato trascorso nell’idolatria che v’è in seno al cattolicesimo romano, ma piuttosto una persona orgogliosa che continua a difendere “il suo gregge” e quindi anche le dottrine diaboliche in esso insegnate!
    Questo invece è l’esempio e la testimonianza da ammirare di un ex cattolico convertito a Cristo: https://nicolaiannazzo.wordpress.com/2010/08/29/ero-un-sacerdote-cattolico%E2%80%A6-poi-conobbi-la-verita-che-mi-fece-libero/

    – La donna adultera (Giovanni 8:2,11)

    Ma vediamo l’altro esempio che mi hai preso, e cioè la donna adultera.
    Forse dimentichi che a lei Gesù disse: “va e non peccar più…” (Giovanni 8:11) mentre nella riunione tenutasi a Messina non v’è stata alcuna esortazione al riguardo.
    Leggo di:“…coinvolgenti canti, pian piano uniti in un solo coro…”, ma a quanto pare invece, nessuna esortazione ai cattolici romani a “non peccar più”… !

    Perciò gli esempi del buon samaritano, della donna samaritana, di Levi, di Zaccheo e della donna adultera non centrano nulla con ciò che invece avete fatto voi…

    L’articolo termina così: “Non ci illudiamo che sarà un canto a cambiare le cose, ma il primo passo ha aperto i cuori dei presenti”.
    Ebbene, cantare e pregare coi cattolici senza esortarli ad un vero ravvedimento e ad un abbandono delle loro pratiche blasfeme accompagnato dall’uscita immediata dalla chiesa di roma non rappresentano affatto un primo passo, poiché quel primo passo è stato solo il vostro… di allontanamento dalla sana dottrina per cadere nelle braccia del progetto ecumenico di raccogliere in un solo gregge anche i “fratelli separati” affinché siano uno”.
    Non bisogna mai dimenticare infatti che per il cattolicesimo romano, solo loro sono la “vera” chiesa di Cristo: https://nicolaiannazzo.wordpress.com/2010/11/29/%E2%97%8F-documento-voluto-da-papa-ratzinger-lunica-chiesa-di-cristo-e-quella-cattolica/

    Siete stati voi dunque gli “evangelizzati”, non i cattolici! Aprite gli occhi!

    Voi definite i cattolici romani vostri fratelli facendo con loro riunioni di preghiera con “…coinvolgenti canti, pian piano uniti in un solo coro…” dimenticando ciò che invece dice la Scrittura a proposito di chi si definisce “fratello” e non abbandona l’idolatria:

    “…v´ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia … un idolatra, … con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que´ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que´ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi.” (1° Corinzi 5:11,12).

    L’apostolo Paolo ha scritto di non mischiarsi con chi si chiama “fratello” e persiste nell’idolatria e voi addirittura pregate e cantate a Dio con loro?

    Ma c’è dell’altro…

    Mi parli di amore verso i perduti e i peccatori, ma l’amore per i fratelli deboli nella fede non lo considerate?
    Infatti così facendo voi date un cattivo esempio ai fratelli deboli e privi di conoscenza che sono usciti a suo tempo dal cattolicesimo e che frequentano le vostre comunità, che penseranno così che tutto sommato non c’è niente di male o di sbagliato continuando ad aver comunione coi cattolici romani, permettendo che corrano il serio rischio di corrompersi con i riti e le cerimonie blasfeme a cui puntualmente finiranno poi per esser coinvolti dai loro stessi parenti o conoscenti cattolici romani (comunioni, cresime, battesimi ai neonati, messe funebri per i defunti e così via) !
    Se infatti i cattolici sono nostri fratelli, allora non c’è nulla di male nel partecipare con loro anche ai loro riti… Naturalmente le cose non stanno così e voi sbagliate grandemente nell’allacciare con loro rapporti “fraterni” che invece non faranno altro che farvi cadere nel laccio dell’ecumenismo, facendovi scendere sempre più a compromessi con la Parola di Dio e inducendo i fratelli deboli a peccare.

    Perciò non già io devo ritornare “a sana mente” ma siete voi che dovete rinsavire.

    Sappiate perciò che dovrete rendere conto a Dio del “vero” gregge del Signore che vi è stato affidato in sorte e ch’esso non vi appartiene, poiché appartiene a Dio essendo stato acquistato col sangue del Suo Figliuolo. Badate piuttosto a proteggerlo e ad esortarlo a guardarsi dagli inganni dell’ecumenismo, poiché di inganno si tratta e voi ne siete coinvolti senza avvedervene.

    In quanto poi all’ultima tua affermazione: Il tuo viso fa presagire che hai mancanza d’amore verso i fratelli e tu sai benissimo che chi non ama il fratello che vede non puo’ amare Dio.…” dimostra che mi giudichi dal mio aspetto fisico anziché fare tesoro delle mie parole e delle mie esortazioni. Questo è davvero ridicolo!
    Solo che c’è un particolare importante che, se non l’hai ancora capito fino ad ora, voglio ribadirti ancora una volta..

    Io i miei fratelli nel Signore li amo, ed è perché li amo che li esorto a vegliare “…per non esser sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore” (Efesini 4:14).
    Solo che i miei “fratelli” non sono i cattolici romani ma tutti coloro invece che fanno la volontà di Dio, secondo le stesse parole di Gesù: “Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne´ cieli, esso mi è fratello… “ (Matteo 12:50)

    Ti chiedo: “I cattolici romani fanno la volontà di Dio?” Essi osservano i comandamenti di Dio? Chi sarebbero dunque i nostri fratelli?
    L’amore per i fratelli si manifesta anche non essendo di intoppo per i deboli (a cui vedo che invece a voi evidentemente non v’importa proprio nulla), e quindi anche esortandoli e mettendoli in guardia dai pericoli nascosti nell’ecumenismo con la chiesa di Roma.

    Siete voi dunque che non avete amore per i “veri” fratelli ed il “vero” gregge del Signore conducendolo per le vostre vie tortuose!
    Sappiate quindi che se non vi ravvedete renderete conto personalmente a Dio singolarmente per ognuna delle pecore del Signore che rischia di perdersi o corrompersi per le strade sbagliate che gli fate imboccare!

    Termino dunque ribadendoti fino alla noia (ma non m’importa) nuovamente con le parole conclusive del mio post.

    Ai Cattolici Romani l’unico messaggio da portare è:
    ‘Ravvedetevi, e convertitevi dagli idoli all’Iddio vivente e vero, credendo che Cristo è morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. Altrimenti andrete all’inferno. E poi, una volta che vi siete ravveduti, uscite immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana e unitevi al popolo di Dio’.

    Con essi non è lecita alcuna collaborazione, non esiste alcuna comunione, e nessuna unità è possibile.

    Commento di nicola iannazzo | 17 dicembre 2010

  5. ma che dicono… io sono la figlia di angelo Cordima… questo tizio è venuto nella nostra chiesa a parlarci di sto messina risorgi e risplendi, ma mia padre non è tra quelli… non ha accettato e continua a non accettare i continui inviti che ci vengono fatti… mio padre stesso è rimasto stupito di vedere una cosa del genere sul giornale visto che lui mi ha sempre parlato e continua ancora a parlarmi contro l’ ecumenismo…

    Commento di Giovanna Cordima | 1 giugno 2011

  6. il bello è che proprio in questo momento stavo leggendo a mio padre i nomi e lui ne era sorpreso visto che molti li conosciamo di persona… poi quando ho letto “Angelo Cordima” è rimasto sorpreso perchè ne mio padre, ne la nostra comunità NON HA MAI PARTECIPATO A QUESTE RIUNIONI!!!!

    Commento di Giovanna Cordima | 1 giugno 2011

  7. io vorrei dire una cosa hanno messo un nome quello del fratello angelo cordima senza che sia vero lui non partecipa a queste cose anzi e contro queste cose non bisogna infangare le persone senza che ne hanno colpe

    Commento di Debora | 1 giugno 2011


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