Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● La festa di natale: perchè non va santificata

La festa di natale: perchè non va santificata (86 minuti – mp3)

Cattolici Romani, convertitevi dagli idoli all’Iddio vivente (44 minuti)

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La dottrina dei teologi papisti

“Il natale è una festa di precetto da santificare. Buona cosa è fare il presepio per natale.”

Tra le feste che la chiesa romana ordina di osservare vi è anche la festa di natale infatti essa, nel suo catechismo, è tra le cosiddette feste di precetto della Chiesa di cui essi devono ricordarsi per santificarla secondo il loro comandamento. Essa viene celebrata con tre messe di cui una a mezzanotte perché secondo la tradizione Gesù fu partorito da Maria in quell’ora.

Alla festa del natale sono collegate molte consuetudini: una di queste è quella di fare il presepio. Esso consiste in una rappresentazione figurale fatta con statuette dell’evento della nascita di Gesù Cristo.

Il catechismo cattolico riferisce l’origine del presepio in questi termini:

‘San Francesco d’Assisi aveva gran devozione al mistero del Natale del Salvatore. Si alzava spesso a mezzanotte per adorare Gesù nell’ora in cui fece la prima comparsa nel mondo. Più tardi, nel 1220, chiese ed ottenne dal papa, Onorio III, il permesso di fare il presepio durante la Messa della mezzanotte di Natale, e ciò in mezzo ad un bosco che era accanto al monastero di Greccio. Formò una specie di caverna con delle pietre, del muschio e rami d’alberi; vi pose una mangiatoia, v’introdusse anche un bue ed un giumento, e vi eresse l’altare per la celebrazione della Messa. Una gran folla di popolo accorse alla funzione illuminando la foresta con fiaccole. Più tardi si fece il presepio con le figurine, e dapprima nel napoletano verso il secolo XV, e poi in Sicilia ed in altre regioni d’Italia e dell’estero’ (Nota 1).

Storia del natale

Vediamo innanzi tutto come è nata questa festa. Originariamente la Chiesa non celebrava la nascita di Gesù. Col passare del tempo, tuttavia, i Cristiani d’Egitto cominciarono a considerare il 6 Gennaio come data della natività. L’usanza di celebrare la nascita di Gesù in quel giorno si andò diffondendo in tutto l’Oriente e risulta come data per acquisita all’inizio del IV secolo. Più o meno nella stessa epoca, la Chiesa d’Occidente, che non aveva mai riconosciuto il 6 Gennaio come il giorno della natività, assunse come data celebrativa il 25 Dicembre.

Essa fu successivamente adottata anche dalla chiesa d’Oriente. Le ragioni che spinsero molti vescovi a spostare la festa di natale dal 6 Gennaio al 25 Dicembre furono le seguenti: in quel giorno secondo una consuetudine pagana del tempo veniva celebrato ‘il dio sole’, o meglio la nascita del sole al quale si accendevano dei fuochi in segno di festa, e siccome molti che si erano convertiti al Cristianesimo prendevano pure loro parte a questa festa perché identificavano il sole con Gesù Cristo perché in Malachia egli é chiamato “il sole della giustizia” (Mal. 4:2), quando essi si resero conto che gli stessi Cristiani avevano una certa inclinazione per questa festa, tennero consiglio e deliberarono che la natività di Cristo fosse solennizzata in quel giorno e la festa dell’epifania il 6 Gennaio (Nota 2).

Confutazione

La festa di natale non va celebrata perché sotto la grazia noi non siamo chiamati a celebrare delle feste; oltre tutto la festa di natale non solo si fonda su una data di nascita di Gesù inventata ma è pure di origine pagana

Certamente la nascita di Gesù Cristo rappresenta uno dei più grandi avvenimenti della storia dell’umanità, questo è fuori di dubbio; però bisogna dire che di essa nella Scrittura non è menzionata né il giorno e né l’ora. Ma il fatto è che non solo non c’è scritto né il giorno e né l’ora in cui nacque, ma sia Matteo che Marco che Luca e Giovanni non danno sufficienti indizi per stabilire esattamente neppure il mese in cui egli nacque.

Noi sappiamo che Gesù Cristo nacque sotto l’impero di Cesare Augusto perché Luca dice che fu Cesare Augusto a emanare il decreto secondo il quale si doveva fare il censimento di tutto l’impero (Giuseppe si trovava a Betleem con Maria quando ella partorì perché vi era andato a farsi registrare) (Luca 2:1-5); sappiamo anche che quando nacque Gesù regnava sulla Giudea Erode detto il grande (Matt. 2:1); sappiamo anche che nella stessa contrada dove nacque Gesù nella notte in cui egli venne al mondo vi erano dei pastori che stavano nei campi e facevano la guardia al loro gregge e che ad essi apparve un angelo del Signore per annunciare loro che in quel giorno era nato nella città di Davide un Salvatore, che era Cristo il Signore (Luca 2:8-14). Ma per ciò che concerne la data della sua nascita la Scrittura tace.

Ora, ci deve pure essere una ragione per cui Dio non abbia, per mezzo del suo Spirito, sospinto nessuno a scrivere la data della nascita di Gesù Cristo; noi non vogliamo dire il motivo perché non lo conosciamo però vogliamo fare alcune considerazioni su di essa.

– Essa di certo era conosciuta sia da Giuseppe che da Maria, che dai fratelli e dalle sorelle di Gesù; essa era di certo pure registrata all’anagrafe del tempo. Giacomo era il fratello del Signore ed era in grande considerazione nella Chiesa primitiva, e pur sapendo la data di nascita del Signore che secondo la carne era suo fratello maggiore non ritenne opportuno solennizzare il giorno della nascita di Gesù.

– Nella Scrittura vi sono scritte tante date che si riferiscono sia a feste giudaiche che ad avvenimenti particolari avvenuti nella storia del popolo d’Israele; ne ricordiamo alcune:

  • la Pasqua secondo la legge doveva essere celebrata il quattordicesimo giorno del mese di Abib perché fu in quel giorno che il Signore trasse dall’Egitto il popolo d’Israele dopo una schiavitù secolare (Es. 12:1-14);
  • la festa della Pentecoste o delle primizie doveva essere celebrata sette settimane dopo la festa degli azzimi quindi il terzo giorno del terzo mese che corrispondeva al giorno in cui Dio scese in mezzo al fuoco sul monte Sinai e pronunziò il decalogo (Deut. 16:9-12; Es. 19:16);
  • la festa delle Capanne doveva essere celebrata il quindicesimo giorno del settimo mese per ricordare che gli Israeliti avevano dimorato in tende durante il loro pellegrinaggio nel deserto (Deut. 16:13-15; Lev. 23:34);
  • la festa delle Espiazioni doveva essere celebrata il decimo giorno del settimo mese; in quel giorno il sacerdote compiva l’espiazione dei suoi peccati e di quelli di tutto il popolo (Lev. 16:1-34);
  • il settimo giorno del quinto mese del diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia, fu il giorno in cui Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, al servizio del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme ed arse la casa dell’Eterno e la casa del re, e diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme (2 Re 25:8,9);
  • il terzo giorno del mese di Adar del sesto anno del regno di Dario fu il giorno in cui la ricostruzione del tempio a Gerusalemme fu portata a termine (Es. 6:15);
  • il quinto giorno del quarto mese del quinto anno della cattività del re Joiakin la Parola dell’Eterno fu espressamente rivolta al sacerdote Ezechiele, figliuolo di Buzi, nel paese dei Caldei presso al fiume Kebar (Ez. 1:1-3); nel libro del profeta Ezechiele vi sono scritte molte altre date che si riferiscono ai giorni in cui Dio rivelò la sua parola al profeta.

Queste sono alcune delle date scritte nella Parola di Dio; parrà strano, eppure fra le tante date registrate non c’è quella della nascita del Salvatore, ma questo non ci preoccupa e neppure ci turba perché sappiamo che “l’Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo” (Prov. 16:4), quindi siamo sicuri che anche questa volontaria omissione di questa data non è a caso.

Ma come noi ben sappiamo, quello su cui tace la Parola di Dio è sempre fonte di speculazione per molti; e così, ecco che per le ragioni prima esposte gli uomini hanno pensato di prendere un giorno, nel quale poi veniva festeggiato il sole, per farlo diventare il giorno della nascita di Cristo. Riteniamo che non sia stato giusto da parte degli antichi prendere a proprio piacimento un giorno qualsiasi del calendario e affermare che in esso era nato Gesù, perché così essi hanno fatto credere la menzogna a moltitudini di persone.

Ancora oggi molti sono convinti che Gesù sia nato il 25 Dicembre il che non può essere dimostrato in nessuna maniera! Badate che con questo non intendiamo dire che sia sbagliato ricordarsi della nascita di Gesù e di tutto quello che la Scrittura dice a riguardo; affatto, ma riteniamo che il ricordo di quel giorno non deve portare nessuno di noi ad inventarsi la data della natività di Gesù.

La chiesa romana ordina di santificare il giorno di natale non facendo in essa nessuna opera servile e partecipando alle sue messe; noi invece come credenti non ci sentiamo obbligati per nulla a santificare quel giorno perché non è un giorno che è stato santificato da Dio ma un giorno fatto diventare santo da una tradizione che bisogna dire nel corso del tempo ha santificato e benedetto tante e tante pratiche pagane che sono contrarie all’insegnamento del Signore.

Il presepio è una forma di idolatria; e perciò non va fatto

Fare il presepio a molti potrà sembrare un segno di grande devozione verso il Salvatore, potrà sembrare bello quanto si vuole, ma sta di fatto che si oppone alla Scrittura perché implica la trasgressione del comando di Dio di non farsi immagini e sculture alcune.

Per questa ragione questa usanza va rigettata.

Diletti, ricordatevi pure della nascita di Gesù Cristo, ma fatelo spesso e non una volta all’anno, e fatelo nella semplicità del cuore vostro meditando su tutti quei passi della Scrittura che ne parlano. Se infatti lo Spirito Santo ha sospinto sia Matteo che Luca a scrivere diverse cose sulla nascita di Gesù è anche perché Dio ha voluto in questa maniera che noi suoi figliuoli mantenessimo vivo il ricordo di quegli eventi che hanno caratterizzato la sua nascita. Ma più che della sua nascita, diletti, ricordatevi della sua morte e della sua resurrezione avvenuta per la nostra giustificazione. E parlate di questi due eventi sia tra di voi che a coloro che non conoscono Dio, tra cui ci sono i Cattolici romani, affinché credendo in essi con tutto il loro cuore siano affrancati dal peccato.

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Nota 1
Giuseppe Perardi, Nuovo Manuale del Catechista per l’insegnamento del catechismo della dottrina cristiana, Pubblicato per ordine di Pio X, XVII edizione rinnovata e in gran parte rifatta, Torino 1939, pag. 143-144 (il libro contiene l’Imprimatur).

Nota 2
Il termine italiano epifania deriva dal greco epiphaneia che significa ‘apparizione’ e che nel Nuovo Testamento è presente per esempio anche in questo passo: “..la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, ma che è stata ora manifestata coll’apparizione (epiphaneia) del Salvator nostro Cristo Gesù” (2 Tim. 1:9,10).
Ecco in breve come ebbe origine la festa dell’epifania. Inizialmente i seguaci dello gnostico Basilide, vissuto nel II secolo, festeggiavano il battesimo di Cristo il 10 o il 6 gennaio. Essi però, facendo distinzione tra il Cristo e Gesù, sostenevano che il Cristo fosse apparso per la prima volta sulla terra al battesimo di Gesù. Per cui l’epifania (l’apparizione) di Cristo per loro coincideva con il battesimo di Gesù. Ma perché i Basilidiani scelsero di festeggiare questa festa proprio il 6 gennaio? Perché in Alessandria (Basilide era alessandrino) si festeggiava in quel giorno la nascita di Eone dalla vergine Kore e quel giorno era anche consacrato a Osiride. Così i seguaci di Basilide scelsero proprio quella data per proclamare davanti ai pagani che Cristo era il vero Essere divino apparso sulla terra. Col passare del tempo però andò a finire che la chiesa d’Oriente assunse dagli eretici, da lei combattuti, l’usanza di celebrare l’epifania, e così troviamo che essa nella prima metà del IV secolo celebrava l’epifania il 6 gennaio, collegando tra loro, in tale festa, il battesimo e la nascita di Cristo, e questo perché per la Chiesa – a differenza degli eretici denominati Gnostici – l’apparizione di Cristo sulla terra aveva avuto luogo alla nascita di Gesù; essendo Gesù il Cristo di Dio. Quindi anche l’origine dell’epifania affonda le radici nel paganesimo.

Tratto dal libro – La Chiesa Cattolica Romana – Roma 1998, di Giacinto Butindaro, scaricabile gratuitamente in formato Pdf al seguente Link.

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Considerazioni finali

Desidero aggiungere ancora una parola su coloro che nonostante tutto ciò, continuano a non vederci nulla di male nel fare il presepio, collocandoci le classiche statuette di Gesù bambino, Giuseppe e Maria. Infatti qualcuno potrebbe dire: “Ma alla fine che male c’è? e poi non è forse scritto proprio nel vangelo che i pastori adorarono il Figlio di Dio quando era ancora un bambino? Perciò anche noi ricordiamo quell’evento scritto nella Bibbia”:

“Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra” (Mt. 2:11)

Va però fatto notare che essi adorarono Gesù in carne ed ossa come fece anche Tommaso (Giovanni 20:28); … non adorarono una statua di gesso!!!

Perciò chiunque lo fa, quand’anche fosse di “religione” evangelica, rappresentando Gesù con una statua ed offrendogli così un servigio, pregiudicherebbe seriamente la sua salvezza, poiché sta anche scritto:

Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l´Eterno, l´Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l´iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m´amano e osservano i miei comandamenti.” (2° comandamento – Libro dell’Esodo 20:4,6)

Perciò il semplice fatto di tenere in casa una scultura o un immagine cosiddetta “sacra”, sia che la si adori, la si “veneri” oppure no, costituisce ugulmente la violazione del secondo comandamento di Dio che ordina di non farsi statue o immagini, prostrarsi davanti ad esse oppure offrir loro qualsivoglia servizio!

Non è forse anche questo un culto idolatra reso ad una statua?


Secondo comandamento che è stato ingiustamente rimosso negli insegnamenti della chiesa cattolica romana proprio per nascondere il suo commercio di un infinità di idoli religiosi di ogni genere e quindi così coprire i suoi molteplici peccati di idolatria (vedi infatti a tal proposito:● Come la Chiesa Cattolica Romana ha manipolato i dieci comandamenti).

Ecco perché anche fare il presepio rimane comunque un peccato grave davanti a Dio! Eppure il Signore Iddio nella Sua Parola avvisa solennemente:

“Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla” (Deut. 4:2).

e ancora:

“Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell´albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro.” (Apocalisse 22:18,19)

Manipolando i dieci comandamenti, la Chiesa Cattolica Romana dunque ha così indotto milioni di persone a commettere peccati su peccati sopratutto di idolatria religiosa. E col Natale, le persone che nel mondo offrono un vero e proprio culto a statuette di “Gesù bambino” oppure di “San Giuseppe” o “Maria” sono infinite, basti pensare a quanti bambini si recano con le loro famiglie in Piazza San Pietro a Roma, a chieder che venga loro “benedetta” la statuetta raffigurante Gesù bambino oppure alle cerimonie col “bacio alla statuetta !

Occorre perciò attenersi strettamente alle Sacre Scritture, secondo che è scritto:

“…tu persevera nelle cose che hai imparate e delle quali sei stato accertato, sapendo da chi le hai imparate, e che fin da fanciullo hai avuto conoscenza degli Scritti sacri, i quali possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù. Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l´uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona.” (2° Timoteo 3:14,17)

Infatti proprio per non essersi attenuti alle Sacre Scritture, uomini corrotti e senza amore per la verità, “aggiungono”, “tolgono” e “distorcono” la Santa Parola di Dio per i loro malvagi interessi!

Quante domande vorrei porre circa il Natale ed il presepio…

Ad esempio:

  • 1) Dov’è scritto che Gesù nacque il 25 dicembre?
  • 2) E se la data della nascita di Gesù era così importante, perché invece Iddio non ha reputato necessario farcelo sapere? Da nessuna parte della Bibbia troviamo che l’anniversario della nascita del Salvatore fu mai celebrato. Siamo, tuttavia, richiesti di osservare la Cena del Signore (1° Corinzi 11:26), per ricordarci della sua morte finch’Egli venga.
  • 3) Perché nelle Scritture non leggiamo di nessun discepolo o Apostolo di Gesù che abbia mai festeggiato il proprio compleanno, ma piuttosto gli unici due compleanni descritti nella Bibbia, quello di un faraone e quello di Erode Antipa (Genesi 40:20-22; Marco 6:21-29) sono presentati in chiave negativa, specie il secondo durante il quale Giovanni il Battezzatore fu decapitato ?
  • 4) E se i pastori, quando nacque Gesù, “…facevan di notte la guardia al loro gregge” (Luca 2:8), come poteva perciò essere il 25 Dicembre? Quali pastori fanno pascolare il loro gregge di notte, all’aperto, in pieno inverno?
  • 5) E dove si legge di una “grotta” se invece la Bibbia parla di una “casa” (Matteo 2:11) ?
  • 6) E dov’è scritto che i magi fossero in 3? …potevano essere anche 2 o 4. Il fatto che portarono tre doni non significa che fossero in tre.
  • 7) E dov’è sta scritto nella Bibbia, che fossero anche “Re”?
  • 8) E dove leggiamo che si chiamavano “Gaspare, Melchiorre e Baldassarre?
  • 9) E dove leggiamo del bue e dell’asinello?

Per non parlare poi dell’albero, di Babbo Natale e della Befana, dello “scambio” di doni tra persone diverse… tutte cose di cui non c’è traccia nella Bibbia…

Quante “favole” sono state aggiunte nei secoli alla Santa Parola di Dio! Quanto a noi, atteniamoci strettamente alle Sacre Scritture e rigettiamo tutto ciò che non è confermato da Esse.

L’Apostolo Pietro scrisse: “Poiché non è coll´andar dietro A FAVOLE artificiosamente composte che vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signor Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà.” (1° Pieto 1:16)

Nicola Iannazzo

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“Gl´idoli delle nazioni sono argento e oro, opera di mano d´uomo. Hanno bocca e non parlano; hanno occhi e non vedono; hanno orecchi e non odono, e non hanno fiato alcuno nella loro bocca. Simili ad essi siano quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.” (Salmo 135:15,18)

“Ma l´ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Iddio è spirito; e quelli che l´adorano, bisogna che l´adorino in ispirito e verità.” (Giovanni 4:23,24)

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11 dicembre 2010 - Posted by | Albero di Natale, Cattolicesimo Romano, Culto alle statue, Festa pagana, Idolatria, Idolatria religiosa, Insegnamenti eretici, Insegnamenti errati, Natale, Papa Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla, Presepe, Presepio, Secondo Comandamento, Tradizioni Pagane

3 commenti »

  1. Secondo me questa è l’esagerazione delle esagerazioni, va bene che non sappiamo il giorno preciso in cui è nato Gesù, ma che male c’è nel ricordare quel giorno? posso essere d’accordo sul fatto che era una festa pagana…ma è stata trasformata in una festa nazionale per ricordare la nascita di Gesù, noi cristiani evangelici dobbiamo sfruttare questa festa per parlare di quel Gesù, che tutti ormai si dimenticano anche a Natale, ed evangelizzare! per quanto riguarda il presepe, credo sia anche un’esagerazione perchè noi evangelici non adorando le statuette non siamo compromessi nel tenere un’immagine in casa….allora dovremmo togliere da casa ogni cosa sottoforma di animale o uomo che sta nelle nostre case, per non parlare di tutte le fotografie che abbiamo appese o i quadri….Dobbiamo essere equilibrati e non bigotti!!!!!vorrei venire a casa tua il 25 dicembre e vedere come passate il giorno di Natale….fariseo!

    Commento di sara | 11 dicembre 2010

  2. Sara, quando dici: “Secondo me questa è l’esagerazione delle esagerazioni… noi cristiani evangelici dobbiamo sfruttare questa festa per parlare di quel Gesù, che tutti ormai si dimenticano anche a Natale, ed evangelizzare!”

    E tu questo lo chiami “evangelizzare”? Addirittura facendo il presepio?

    Io lo reputo invece “…conformarsi a questo secolo” (Romani 12:2)!

    Poi dici: “…per quanto riguarda il presepe, credo sia anche un’esagerazione perchè noi evangelici non adorando le statuette non siamo compromessi nel tenere un’immagine in casa…”

    Premettendo che il post non parla di immagini come potrebbero essere le foto dei propri cari ma bensì immagini e statue cosiddette “sacre”, che potrebbero essere oggetto di culto per chi vive ancora nelle tenebre, ebbene il tuo commento è la conferma evidente quindi che anche cosiddetti “cristiani evangelici” fanno il presepe con le statuette di Gesù, Giuseppe e Maria…

    Eppure l’Apostolo Giovanni disse: “Figliuoletti, guardatevi dagl´idoli.” (1° Giovanni 5:21)
    Perciò: “Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia.” (Romani 6:15)

    Se poi per te il secondo comandamento di Dio non significa nulla allora la cosa è grave,molto grave! perché sappi che prendendo alla leggera i comandamenti di Dio sei in serio pericolo e stai pregiudicando la tua stessa salvezza! Infatti sta scritto:

    “Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto … agli idolatri … la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.”
    (Apocalisse 21:7,8)

    Perciò: “Procacciate … la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore (Ebrei 12:1)

    Se vuoi davvero onorare Gesù Cristo, butta quelle statue che lo disonorano poiché il Signore non è raffigurabile con nessuna immagine fatta dagli artisti di questo mondo e poi nulla ti impedirà di continuare ad evangelizzare (anche il 25 dicembre) e a parlare di Lui annunciando il ravvedimento e la salvezza dai peccati nell’unico Salvatore, Gesù Cristo il Signore!

    Commento di nicola iannazzo | 11 dicembre 2010

  3. Purtroppo l’essere umano è talmente presuntuoso che si mette addirittura al di sopra di Dio….se vai a toccare le sue USANZE…le sue TRADIZIONI….la risposta più frequente è proprio….MA CHE C’E’ DI MALE! Ma che c’è di male mettersi al di sopra di DIO??? Credo che la maggior parte delle persone che dicono di credere in Dio, in realtà non lo conoscono… perchè non hanno mai aperto una Bibbia!

    Commento di Stefano | 15 dicembre 2010


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