Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Padri, fate il culto familiare

“Ascolta, Israele: l’Eterno, l’Iddio nostro, è l’unico Eterno.
Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.

E questi comandamenti che oggi ti do ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figliuoli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

(Deuteronomio 6:4-7)

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Padri, fate il culto familiare

Cari nel Signore, ho voluto porre alla vostra attenzione questi passi della Legge di Mosé (stavolta sono più di uno e richiedono uno sforzo maggiore per impararli a memoria, ma in un mese si può fare), di cui una parte è stata citata da Gesù, indicandolo a coloro che ascoltavano come “il primo e il più grande comandamento” (Matteo 22:38), cioé ascoltare Iddio e amare Iddio con tutto il proprio essere.

Quindi, è importante imparare a memoria il più grande comandamento. Ma io ho voluto citarvi questi versi per parlarvi del passo che è rivolto ai genitori per ricordare loro la responsabilità che hanno nei confronti dei propri figli. Io mi rivolgo a voi, padri credenti, obbedite a quel comandamento di insegnare ai vostri figlioli la Parola di Dio, badate bene che ciò è scritto subito dopo il più grande comandamento.

Imparate a fare il culto familiare, un culto fatto in famiglia, durante il quale, voi padri, siete i conduttori; stabilite i passi della Bibbia da leggere tutti insieme, organizzate i cantici spirituali, pregate tutti uno dopo l’altro in modo che anche i piccoli fanciulli imparino a pregare, sentano voi pregare a casa e imparino anche loro.

Fate il culto familiare almeno una volta la settimana, perché verrà un momento in cui non riuscirete più ad insegnare le sacre Scritture ai vostri figli, ma finché sono in casa e sono piccoli e ancora vi ubbidiscono, insegnate loro la Parola di Dio, perché questa è la volontà di Dio.

Fratelli, io vi supplico, fate il culto familiare, ciò servirà ad aprire nuove comunicazioni in famiglia ed accrescere spiritualmente tutti quanti.

Non scaricate ogni responsabilità sull’insegnamento della Parola di Dio ai conduttori della chiesa, siete voi i padri dei vostri figli, avete voi la responsabilità della crescita spirituale dei vostri figli, infatti anche la legge “ordina” che i padri devono inculcare ai propri figlioli i comandamenti del Signore. Stabilite un giorno alla settimana e fate il culto familiare, vedrete quante grandi benedizioni scenderanno sopra tutta la vostra famiglia.

Inoltre, affronterete, nel vostro piccolo, tutte quelle cose che devono affrontare i conduttori di chiesa e gli anziani per la conduzione della comunità, e ciò può aiutarvi a comprenderli meglio.

La grazia di Dio sia sopra tutti voi e sopra tutta la vostra famiglia.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

Tratto da: http://www.sentieriantichi.org/versetto_mese/culto_familiare.html

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Il culto in famiglia


Ogni genitore cristiano desidera vedere l’intera sua famiglia completamente arresa a Cristo Gesù, per poterLo servire meglio. Questo è il sincero desiderio di ogni servitore di Dio:

” E se vi sembra sbagliato servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore(Giosuè 24:15).

Affinché ciò si realizzi, è importante avere il culto di famiglia. Esso é essenziale per tutti i suoi membri. Tuttavia, alcune famiglie cosiddette cristiane, cercano di vivere dimenticando l’invito di Gesù: “Cercate prima il Regno di Dio e la Sua giustizia e tutte le altre cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33), preoccupandosi del cibo materiale e non di quello spirituale: “Ma egli rispose: “Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4).

Il culto in famiglia, invita Cristo ad essere l’ospite quotidiano e fa sì che il Signore diventi oggetto dei pensieri di tutta la famiglia: “Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri” (Filippesi 4:8).
Dunque, se lo scopo d’ogni genitore cristiano è quello di avere una famiglia consacrata a Dio, allora il culto è il mezzo efficace per raggiungere quest’intento. Il culto in famiglia è, infatti, un’insostituibile occasione per dare una istruzione spirituale ai figli.
Capita a volte di vedere dei genitori cristiani delusi dai figli che sono indifferenti alla fede e interessati alle cose del mondo. Oppure capita di vedere dei genitori che progrediscono nelle vie spirituali e raggiungono traguardi sempre più avanzati, ma si lasciano indietro i figli. Ma i genitori devono progredire con i figli. Come i genitori insegnano ai figli l’importanza di un’adeguata istruzione, il significato del denaro, così devono impegnarsi ad insegnare loro i valori spirituali della fede, facendoli partecipi dei tanti benefici ricevuti da Dio:

“Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città” (Deuteronomio 6:6-9).

Il verbo “inculcare”, ci parla, infatti, di un lavoro fatto con diligenza, sistematicamente, tutti i giorni e non sporadicamente.
Se oggi i genitori facessero loro la decisione di cui parla il Salmo78, il fuoco del Signore, arderebbe in molti cuori:

“Quel che abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato, non lo nasconderemo ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha operate” (Salmo78:3,4).

Il culto in famiglia dà innanzitutto ai figli la conoscenza della Parola di Dio. Il culto in famiglia non soltanto serve ai genitori, ma anche ai figli. Cornelio ad esempio era un uomo di preghiera e temeva Dio con tutta la sua famiglia: “Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta “Italica”. Quest’uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente” (Atti 10:1,2).
Mentre pregava, Cornelio ebbe una visione nella quale ricevette l’ordine di mandare a chiamare Pietro. Cornelio con tutta la sua famiglia attese l’arrivo dell’apostolo: “L’indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi amici intimi. Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si inginocchiò davanti a lui. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: “Alzati, anch’io sono uomo!” Conversando con lui, entrò e trovò molte persone lì riunite” (Atti 10:24-27).

In quella casa si tenne un vero e proprio culto di famiglia: “Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno. Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome” (Atti10:37-43).

Tutta la sua famiglia si convertì a Cristo e fu subitaneamente battezzata nello Spirito Santo: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: “C’è forse qualcuno che possa negare l’acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?” E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro” (Atti 10:44-48).

La stessa esperienza realizzò il carceriere di Filippi: “A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò ad alta voce: “Non farti del male, perché siamo tutti qui”. Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: “Signori, che debbo fare per essere salvato?” Ed essi risposero: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia”.. Poi annunziarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio (Atti 16:26-34).

Norman Williams ha detto: “Inculchiamo ai nostri figli la Parola di Dio, per lo stesso motivo per cui un costruttore porta gli attrezzi ed il materiale sul posto dove sorge l’edificio così sarà già lì non appena è pronto per cominciare il lavoro”.

Dio ci dia grazia di vedere le nostre famiglie completamente arrese a Cristo Gesù. Gli elementi per un culto in famiglia sono: La preghiera, la lettura e la meditazione della Bibbia:

“Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere” (Atti 2:42).

La Preghiera

  • La preghiera è un colloquio con Dio, è un parlare con Lui, é dimostrazione pratica della fede che il credente ripone in Dio: “Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede, le otterrete” (Matteo 21:22).
  • La preghiera è: “Il respiro dell’anima”, è parte integrante della vita di ogni famiglia perciò va praticata sistematicamente, con perseveranza: “Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia” (Giacomo 5:16).
  • Dio è attento alle nostre richieste: “Gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro preghiere; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male” (1Pietro 3:12).
  • Paolo esorta i credenti a non cessare mai di pregare: “Non cessate mai di pregare” (1Tessalonicesi 5:17).

Durante il culto in famiglia, la preghiera può assumere diverse forme: può essere il padre a guidarla e ciascun membro fare una richiesta o anche dire una semplice frase, oppure la famiglia, può stare con il capo chino in silenziosa preghiera (io invece preferisco che tutti imparino ad inginocchiarsi davanti alla presenza del Signore, vedi post – Ndr).

Bisogna pregare per cose ben precise, per persone o situazioni o decisioni che la famiglia deve prendere: “Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:6).

La lettura della Bibbia


  • Se il credente parla a Dio attraverso la preghiera, Dio parla al credente attraverso la Sua Parola: “Oh, quanto amo la tua legge! É la mia meditazione di tutto il giorno” (Salmo 119:97).
  • La Parola di Dio è latte spirituale e cibo solido che ci permette di crescere: “Come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza” (1Pietro 2:2).

La famiglia, che ogni giorno si riunirà, pregherà, leggerà un passo della Bibbia e lo mediterà, sarà incamminata verso sentieri luminosi. Ogni famiglia deve aver il proprio culto se desidera che la benedizione di Dio sia su tutti i suoi componenti:

“Celebra il Signore, o Gerusalemme! Loda il tuo Dio, o Sion! Perch’egli ha rinforzato le sbarre delle tue porte, ha benedetto i tuoi figli in mezzo a te. Egli mantiene la pace entro i tuoi confini, ti sazia con frumento scelto” (Salmo 147:12-14).

Tratto da: http://www.cristianievangelici.com/Famiglia21.htm

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14 dicembre 2010 - Posted by | Chiesa, Chiesa di Cristo, Culto familiare, Culto in casa, Famiglia Cristiana, Figli, Giuseppe Piredda, Riunirsi in casa

3 commenti »

  1. Pace, fratello Nicola. Complimenti per il tuo sito evangelico, è completo e immediato.
    Sono Franco e vivo in un paesino della Sardegna, Santu Lussurgiu (Or).

    Sono un ex cattolico convertito dal 2002. Ho 54 anni e da circa 4 anni ho avuto il desiderio di realizzare un piccolo locale di culto in un ambiente della mia casa che ho voluto dedicare al Signore. Ci riuniamo il venerdi. Frequento la chiesa evangelica di Nuoro, una chiesa ADI, il cui Pastore, a dire la verità, segue più la Bibbia che le Adi, tant’è che con un fratello anziano, abbiamo sempre combattuto e contrastato la famigerata “decima” che è un articolo della Legge di Mosè, che loro difendono attraverso il Profeta Malachia dimenticando però che si trova nel Vecchio Testamento, e che chi rubava le decime erano i Leviti stessi, i sacerdoti Leviti, che oggi sarebbero i Pastori, in relazione al ruolo che essi ricoprono e che credono di appartenere ancora a quella tribù! Come Gesù disse:- il denaro è la radice di ogni sorta di mali….. Grazie a Dio ci siamo riusciti tant’è che ora i fratelli e le sorelle la chiamano offerta. Inoltre non ho mai voluto firmare il documento per l’adesione alle ADI poichè sono convinto che le anime appartengono a Dio e non alle organizzazioni umane.

    Ho studiato da ragazzo dai Salesiani i quali sono proprietari di un enorme collegio nel mio paese (ora regno della lucertola e del ragno), dove ospitavano decine e decine di ragazzi e spesso si approffittavano di loro mettendo in atto comportamenti conformi al loro stato di celibato indomito, e cioè sfogavano la loro naturale esuberanza di testosterone con alcuni di loro.
    Mi scelsero per incanalarmi nel sacerdozio, per farmi diventare un prete cattolico, mi portarono a Lanusei (Nu) per un mese, in un’altra loro struttura più grande, e potermi osservare più da vicino se avevo le caratteristiche giuste da prete, ma Dio mi liberò dalle mani di tali uomini tenebrosi. Non tutti però erano così, ve n’erano che nonostante il Vangelo adulterato che insegnavano, sotto il profilo umano si comportavano bene, peccato che erano pochi con queste caratteristiche.

    Sono arrivato alla fede all’età di 45 anni mentre ero ancora nel clero, “Priore della Sacra Famiglia Cattolica” appartenente alla Parrocchia del mio paese, una organizzazione religioso/pagana,dalla quale, una volta che fui stato evangelizzato, uscì da essa veloce come un missile, da un giorno all’altro, e fui felice di aver conosciuto la verità di Cristo che tutt’ora seguo con vera convinzione di fede. In quella circostanza, verso di me si scatenarono le forze dell’inferno, a iniziare dalla mia famiglia dove mia madre gridò, davanti ai miei fratelli e sorella (7) e davanti al pastore, che ero la “vergogna del paese”, poichè avevo abbandonato la cattolica romana, ma io, con Cristo dalla mia parte, riuscivo a tenere testa a tutti loro, e anche a tutti gli altri della Sacra Famiglia cattolica che ancora oggi mi chiedono del perchè gli avevo abbandonati! Erano e sono tutt’ora ciechi.

    Ora, tutti i giorni, approfondisco la lettura e lo studio della Parola di Dio. L’avvenimento della mia conversione fu un momento che destò tanta curiosità per il fatto che avevo abbandonato il clero in maniera così repentina, ma oggi insieme a mia moglie, rumena ed evangelica che ho sposato oltre tre anni fà, sono ancora l’unico credente del mio paese. Un paese stordito dalle mille tradizioni, che non si vuole convertire a Cristo ma segue, anche se in maniera distaccata, la chiesa romana in tutte le sue tradizioni diaboliche. Per questa motivazione ho preso la decisione di scrivere una lettera a tutti i cittadini del mio paese, i quali mi conoscono personalmente visto che siamo solo 2500 persone e per loro sono il Vigile Urbano da ormai trent’anni che lavoro nel mio comune. Voglio esortarli a cambiare strada, ad abbandonare le tradizioni alle quali sono incatenati. E’ un lavoro molto duro,e mi rendo conto che nessuno è profeta in patria, che per annunciare il Vangelo non è necessario solamente viaggiare per le terre sperdute del nostro pianeta, ma anche nei piccoli paesi “perduti” della mia isola, del mio vicinato, dove le persone, fin da piccole, sono catturate dalla chiesa romana e indottrinati con i loro molteplici precetti umani, non conoscono il Vangelo della Grazia. Altri giovani invece, molto più numerosi, non si interessano delle cose sacre, ma rimangono ingannati, con la testa dentro un sacco, dalle cerimonie religiose di stampo pagano e diabolico.

    Voglio chiederti di pregare per il mio paese affinchè si distrugga questo velo di tradizioni diaboliche che incombe su di esso e altre anime possano arrivare a ravvedersi e a salvarsi. Spero di non averti annoiato con queste poche righe dove non ti ho evidenziato le benedizioni che Dio mi ha sempre elargito benedicendomi anche in qualche sogno profetico nel quale si è rivelato, e mi è stato di immensa benedizione, avvertimento e sicurezza, sotto il profilo della salvezza, per me e per la chiesa. Desidero che tu possa pregare anche per me e soprattutto dobbiamo pregare il Signore per quei fratelli deviati, che fanno, dicono, e praticano altre cose, presi nel laccio del diavolo e nell’orgoglio del proprio “io” che ancora non sono riusciti a sottomettere, e allo stesso tempo affermano di essere cristiani evangelici! Il diavolo è davvero scatenato!

    Ti saluto nell’amore del Signore. Dio ti benedica nella tua opera.

    Commento di Franco Ledda | 2 febbraio 2011

  2. Pace Franco
    Dio ti benedica e ti fortifichi nell’opera di evangelizzazione e nella testimonianza che Dio ti ha chiamato a compiere nel tuo paese d’appartenenza.
    Sii forte, tieni alta la Parola dell’Evangelo, potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, grazie alla quale possiamo risplendere “come luminari nel mondo, tenendo alta la Parola della vita…” (Filippesi 2:15).
    Ho letto con piacere la tua testimonianza rallegrandomi del fatto che il Signore ti conferma, sostiene e consola anche attraverso il Suo Santo Spirito con sogni profetici, persuaso che Egli è potente da preservarti e custodirti fino alla fine anche se non hai altri fratelli al tuo fianco.

    Hai fatto bene a non firmare alcun documento d’iscrizione ad una denominazione poiché è una pratica antibiblica. Non sarà un documento terreno ad inserirti nel Corpo di Cristo e nella Chiesa dei riscattati, bensì lo Spirito Santo di Dio.

    Desidero però precisarti che Gesù non disse mai che il denaro è la radice d’ogni sorta di mali, bensì fu l’Apostolo Paolo a dire che l’amore…” del denaro è radice d’ogni sorta di mali” (1° Timoteo 6:10). Infatti prosegue dicendo: “A quelli che son ricchi in questo mondo ordina che non siano d´animo altero, che non ripongano la loro speranza nell´incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo; che facciano del bene, che siano ricchi in buone opere, pronti a dare, a far parte dei loro averi, in modo da farsi un tesoro ben fondato per l´avvenire, a fin di conseguire la vera vita.” (1° Timoteo 6:17,19).

    Certamente prego il Signore che continui l’opera che ha iniziato nella tua vita ed esorto quanti leggeranno a fare altrettanto affinché sostenuto dalle intercessioni che il popolo di Dio farà per te la Parola del Signore possa risplendere anche attraverso la testimonianza che rechi a Santu Lussurgiu.
    Fa tue le parole di Davide quando disse: “L´Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L´Eterno è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? Quando i malvagi che mi sono avversari e nemici, m´hanno assalito per divorar la mia carne, eglino stessi han vacillato e sono caduti. Quand´anche un esercito si accampasse contro a me, il mio cuore non avrebbe paura; quand´anche la guerra si levasse contro a me, anche allora sarei fiducioso.” (Salmo 27:1,3)

    La grazia del Signor Gesù Cristo, la pace e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con te e la chiesa che si riunisce in casa tua.

    Commento di nicola iannazzo | 3 febbraio 2011

  3. E’ un piacere leggere di persone che sono state tratte fuori dalle tenebre dalla potente mano di Dio

    Commento di Fratello Ignazio | 20 febbraio 2011


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