Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Pastori Evangelici Ecumenici… Guardatevi da costoro!

Perchè l’ecumenismo è una macchinazione del diavolo

(106 minuti – mp3)

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In questa pagina inserirò i nomi noti di tutti quei Pastori Evangelici che fanno ciò che la Bibbia condanna e cioè che hanno allacciato o allacceranno rapporti ecumenici con la Chiesa Cattolica Romana, affinché siano manifesti a tutti e possiate guardarvi da essi.

Se avete notizie di eventi che vedono coinvolti Pastori Evangelici con l’ecumenismo potete comunicarli insieme ai Link inerenti al seguente indirizzo email: ealtresiscritto@libero.it

Ai Cattolici Romani l’unico messaggio da portare è:

‘Ravvedetevi, e convertitevi dagli idoli all’Iddio vivente e vero, credendo che Cristo è morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. Altrimenti andrete all’inferno. E poi, una volta che vi siete ravveduti, uscite immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana e unitevi al popolo di Dio’.

La mia esortazione per quanti invece vogliono piacere a Dio anziché agli uomini è quella di imitare l’Apostolo Paolo quando disse anche queste parole ai credenti di Filippi:  

“…io vi ho nel cuore, voi tutti che, tanto nelle mie catene quanto nella difesa del Vangelo, siete partecipi con me nella grazia” (Filippesi 1:7)

… ribadendo nuovamente:  “…sono incaricato della difesa del Vangelo(Filippesi 1:16)

Il Vangelo dunque non va solo predicato,

MA VA ANCHE DIFESO!

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● Ero un sacerdote cattolico… poi conobbi la verità che mi fece libero

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Per approfondire le false dottrine della Chiesa Cattolica Romana puoi leggere il libro gratuito in PDF:

La Chiesa Cattolica Romana

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Lista dei Pastori Evangelici che allacciano rapporti ecumenici con la Chiesa Cattolica Romana: 

Pastore Giovanni Traettino

Giovanni Traettino: il precursore dell’ecumenismo con i Carismatici Cattolici in Italia

Breve biografia di Traettino

Giovanni Traettino è il fondatore e pastore responsabile della “Comunità Cristiana di Caserta” e presidente della Chiesa Evangelica della Riconciliazione, riconosciuto dalle chiese locali che la compongono come un apostolo. È anche presidente dell’Istituto di Studi Storici e Teologici “G.F. Alois” – Martire evangelico 1510-1564 di Caserta e co-presidente della Consultazione Carismatica Italiana (organo di dialogo e comunione tra carismatici evangelici e cattolici), ed è stato per vent’anni direttore responsabile del periodico Tempi di Restaurazione. Laureato in lettere, si è convertito a Cristo grazie all’opera di missionari battisti statunitensi ed ha un passato di professore e sindacalista. Sposato con Francesca Landolfi, è padre di quattro figli ed ha due nipotini. È autore di numerosi articoli di rivista, nonché di Il sogno di Dio (Ed. Koinonia, Caserta 1997) e co-autore con Massimo Introvigne e Matteo Calisi di Aspettando la Pentecoste (Ed. Messaggero, Padova 1996).

Tratto dal sito: http://www.riconciliazione.org/oldsite/traettin.htm

Come e quando iniziò il dialogo

Ora, vediamo, come è iniziato il suo ecumenismo con i Carismatici Cattolici Romani in Italia.

‘Il tutto iniziò quando l’oratore, il pastore Giovanni Traettino, impostò il suo discorso sulla Pentecoste come necessità di ritrovarsi nel Cenacolo in unità e concordia e nel servizio amorevole e, a simbolo del servizio che i cristiani devono rendersi nell’amore gli uni agli altri, lavò i piedi a un frate (….) Quello che abbiamo colto è il significato spirituale; che attraverso l’umiliazione di Giovanni, è iniziato un processo di guarigione tra le due chiese. Da questo gesto infatti è iniziato il dialogo ufficiale. E’ accaduto in quel momento qualcosa che ha cambiato e cambierà il corso della storia. Vi sono delle grosse ferite tra evangelici e cattolici, provocate reciprocamente; basta ricordare quelle impartite ai pentecostali nel periodo del fascismo e postfascismo (…) Ma lì nello stadio di Bari, con quel gesto ci è sembrato cogliere come se il mondo evangelico perdonasse i propri persecutori’ (Tempi di Restaurazione, Giugno 1994, pag. 24-25);

sono le parole di Matteo Calisi intervistato da Ernesto D. Bretscher. Matteo Calisi al tempo di questa intervista era responsabile nazionale del RnS (Rinnovamento nello Spirito Santo) per il dialogo ecumenico ma ora è presidente della Fraternità cattolica delle comunità e associazioni carismatiche di alleanza.

Ecco dunque come è iniziato ufficialmente il dialogo tra i Cattolici e i Pentecostali in Italia; tramite la lavanda dei piedi fatta da Giovanni Traettino (pastore di una Chiesa in Caserta) ad un frate allo stadio San Nicola di Bari davanti ad una folla di migliaia di Cattolici.

Ma lasciamo parlare lo stesso Traettino su questo ‘storico’ incontro del 1992 a cui lui accettò di partecipare come oratore e su questo gesto da lui compiuto davanti a così tanti Cattolici:

‘Giovanni, vorremmo onorare il debito che abbiamo con i nostri fratelli pentecostali. Le nostre radici sono nel movimento pentecostale evangelico. Puoi venire a parlare al 25° anniversario mondiale del Rinnovamento nello Spirito Santo? Crediamo che il modo migliore sia quello di invitarti nella qualità di pastore pentecostale per ministrare a tutti noi. Allora il Signore mi disse: ‘Alzati…ammazza e mangia. Le cose che Dio ha purificate non farle tu impure… Alzati, và con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io’ (Atti 10:13-15,20). I miei fratelli confermarono che la guida era dal Signore, e che bisognava rispondere all’invito. ‘Entra per la porta che il Signore apre, ed Egli confermerà’. La vigilia di Pentecoste, a Bari, Dio mi incontrò ancora. ‘Domani laverai i piedi a uno dei responsabili del Rinnovamento carismatico’. ‘Signore – risposi – non è possibile! Cosa significa? Cosa capiranno i cattolici e come l’intenderanno i miei fratelli evangelici? Tu lo sai, Signore, che non è lecito a un evangelico conservatore nel nostro paese associarsi ai cattolici (cfr. Atti 10:28), e che già solo questo sarà oggetto di discussione e causa di confusione. Ora mi chiedi perfino di lavare loro i piedi?!’. ‘Sono io che te lo chiedo, figlio mio’ mi disse allora il Signore. Cercai di resistere al Signore, ma Egli mi avvolse della Sua presenza e della Sua forza di convinzione, e mi espugnò. Mi vinse ed io mi lasciai vincere. ‘Tu sei mio servo, ama col mio cuore… riconosci la mia azione nella loro vita: la nuova nascita, il battesimo nello Spirito Santo…’. Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c’è nulla in lui che lo faccia inciampare’ (1° Gv. 2:10). La guarigione, una guarigione profonda era all’opera nella mia anima e nel mio spirito. Lo Spirito di Dio mi stava toccando, guarendo, illuminando, il mio cuore era intensamente riscaldato dentro di me ed ero avvolto dal senso tangibile della presenza di Dio. ‘In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione (ed io pensai: quanto più se è una denominazione cristiana’), chi lo teme e opera giustamente gli è gradito’ (Atti 10:34-35) Quando fui davanti alla folla variopinta dello stadio di S. Nicola di Bari in quel pomeriggio assolato del giorno di Pentecoste del ‘92, lo Spirito di Dio scese sopra di me. ‘La Pentecoste è frontiera; lo Spirito Santo è spirito di frontiera. Il movimento pentecostale evangelico e cattolico è alle sue radici e nella sua natura più profonda movimento di frontiera..’. La folla era in piedi ed acclamava Gesù Signore e Re della vita personale e della Chiesa. Le mie mani ora lavavano i piedi di frate Antonio. Le lacrime mi riempivano gli occhi attoniti mentre avvertivo il calore delle braccia del mio fratello intorno alle mie spalle e il suo volto poggiato sul mio capo. Piangeva… Come piangeva! Fu un attimo lunghissimo. Ci trovavamo abbracciati, intensamente uniti nel cuore. La folla magnificava Dio nello Spirito e Lo lodava applaudendo con tutto il cuore. Fu un appuntamento divino, Eravamo entrati per la porta che lo Spirito aveva aperto. La sua presenza tangibile e l’opera profonda di guarigione operati in tutti noi furono chiaro segno della Sua approvazione. ‘Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?’ (Atti 11:17)’ (ibid., pag. 3).

Quindi secondo le parole di Traettino il tutto è stato opera di Dio; la porta che si è aperta tra i Cattolici gliel’ha aperta Dio; notate infatti quante volte usa il nome del Signore dicendo che lui gli ha parlato di fare determinate cose tra cui anche di lavare i piedi ad un responsabile del RnS!

Ed oltre a ciò egli si usa del racconto di Luca sul come Dio chiamò Pietro a casa di Cornelio per annunziargli la Parola, come similitudine, a sostegno del suo andare dai Cattolici carismatici. Da allora, cioè dal 1992, si sono cominciati a tenere annualmente degli incontri ufficiali tra membri del RnS e pastori di Chiese evangeliche. Oltre a ciò delegazioni di pastori di Chiese evangeliche si recano dietro invito alle conferenze del RnS.

Vogliamo adesso riferire delle impressioni di Ernesto D. Bretscher (uno dei pastori a favore del dialogo instauratosi) sulla Convocazione nazione del Rinnovamento nello Spirito svoltasi a Rimini dal 22 al 25 Aprile 1994, per fare capire quale sentimento aleggia in mezzo a costoro: ‘Il padre Emiliano Tardif, dopo una breve riflessione sulla misericordia di Dio espressa attraverso Gesù in cui cita Isaia 53, pone l’enfasi sul pentimento, trasformando il convegno in una grande riunione di umiliazione davanti a Dio. I corridoi si riempiono di persone, molte delle quali in lacrime, che vanno a confessare i loro peccati ai tanti sacerdoti mobilitati per l’occasione. La delegazione evangelica rimane commossa nell’osservare questi sacerdoti che abbracciano, pregano, consolano, impongono le mani e pronunciano l’assoluzione, mentre il coro continua ad adorare il Signore (…) La teologia è essenzialmente evangelica e cristocentrica. Per usare le parole di Giovanni Traettino, ‘ritrovo un pezzo di evangelismo pentecostale in un contesto cattolico e non posso non sentirmi come a casa mia’ (…) Faremo bene a mettere da parte le nostre diffidenze e il nostro spirito anticattolico…’ (ibid., pag. 12,13,14).

Mio commento ed avvertimento

Che dire? Diremo che anche qui in Italia le cose hanno preso una brutta piega anche sul fronte delle relazioni tra i credenti e i Cattolici. Certamente Traettino e coloro che sono d’accordo con lui nel mettersi a dialogare e a pregare e a collaborare con i Cattolici romani sono una piccola frazione della fratellanza sparsa in questa nazione; ma pure bisogna prendere atto di questo loro atteggiamento nei confronti dei Cattolici carismatici e riconoscere che il cattolicesimo ha fatto breccia anche in mezzo al popolo di Dio. Difatti questo dialogo che si è instaurato non è una porta aperta per la Parola in mezzo ai Cattolici, ma uno spiraglio aperto al cattolicesimo in mezzo al popolo di Dio. Dopo avere esposto queste cose vogliamo innanzi tutto dire questo.

Noi non crediamo in quello che dice Traettino quando dice che il Signore gli ha parlato e gli ha detto tutte quelle cose; perché se veramente fosse stato il Signore a chiamarlo là in quello stadio, come chiamò Pietro a casa di Cornelio, egli avrebbe predicato agli astanti il ravvedimento e la remissione dei peccati mediante la sola fede nel nome di Gesù (perché questo è il messaggio da portare ai Cattolici romani), e li avrebbe esortati quindi ad abbandonare l’idolatria, la superstizione e le eresie di perdizione della Chiesa Cattolica, e ad uscire immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana; e non gli avrebbe portato un messaggio ecumenico.

Che fece infatti Pietro a casa di Cornelio? Gli annunciò la parola della croce e la remissione dei peccati nel nome di Gesù; perché egli sapeva che essi erano ancora perduti (quantunque Cornelio temesse Dio con tutta la sua casa) ed avevano bisogno di esser salvati dai loro peccati (cfr. Atti 10:38-43). L’apostolo non andò ad una riunione di fratelli, ma andò a predicare a persone che divennero fratelli in seguito; quando credettero nel suo messaggio (cfr. Atti 11:13,14).

Si contraddice da sé dunque Traettino quando parla in quella maniera volendo far intendere che gli avvenne qualcosa di simile a quello che era avvenuto a Pietro. Per quanto riguarda la sua lavanda di piedi fatta al frate; essa è frutto della sua immaginazione e non un comando divino. Senza nulla togliere al gesto della lavanda dei piedi che è un gesto di umiltà che pure Gesù fece nei confronti dei suoi discepoli; noi vediamo in quell’atto, un gesto astuto da lui compiuto per accaparrarsi le simpatie dei Cattolici. Gesto che gli è stato contraccambiato dai Cattolici alla XIX Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito, tenutasi a Rimini nell’aprile 1996, con il bacio dei piedi.

Il bacio dei piedi non l’ha ricevuto solo Traettino a quell’incontro ma lo hanno ricevuto anche altri pastori evangelici; questo è avvenuto alla fine della processione ecumenica in cui anche Traettino aveva portato la croce. Riportiamo a tal proposito quanto si legge sul periodico Rinnovamento nello Spirito Santo di Maggio-Giugno 1996: ‘Momento di intensa commozione è stato quello della processione ecumenica che ha visto porsi alla sequela della croce, portata alternativamente da tutti, i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane (oltre dieci) presenti a questa Convocazione. Questo momento è culminato nel bacio dei piedi e nell’abbraccio che il Comitato Nazionale di Servizio del RnS ed i vescovi Bregantini, Chiaretti e Casale si sono scambiati con i fratelli ritrovati’ (pag. 7).

Per quanto riguarda i nomi degli altri Evangelici che hanno partecipato a quell’incontro segnalo alcuni di questi, così come li leggo nella sopra citata rivista: rev. Emilio Ursomando, pastore pentecostale della Comunità Cristiana di Reggio Calabria; dott. Geoffrey Allen, anziano della Comunità Cristiana di Pavia; dott. Ernesto Bretscher jr., pastore evangelico della Comunità Cristiana di Torino e segretario del Consiglio delle Chiese di Torino; rev. Massimo Loda, pastore della Comunità Cristiana di Pavia, responsabile delle Chiese evangeliche del nord Italia (cfr. pag. 5)

Geoffrey Hallen, Emilio Ursomando, Giovanni Trettino, Ernesto Bretscher Sr, Ernesto Bretscher Jr

Per quanto riguarda infine le parole di Bretscher diciamo che il fatto che la delegazione evangelica si sia commossa nel vedere i Cattolici andare a confessarsi dai preti e ricevere da loro l’assoluzione in quella convocazione, ci fa soltanto disgustare. Ma come si può rimanere commossi nel vedere persone che invece di andare direttamente da Dio a chiedere perdono dei loro peccati vanno da degli altri peccatori che ritengono di essere dei mediatori tra Dio e gli uomini? Ma che si vadano a leggere cosa dice la teologia romana sul sacramento della confessione! Anzi che si ravvedano di essersi commossi dinanzi alla pratica di una delle abominazioni cattoliche romane che tiene legate al peccato e fa illudere centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

Che si sveglino dal sonno nel quale sono caduti!! Quanto poi alla esortazione di Bretscher di mettere da parte le nostre diffidenze e la nostra avversione verso il cattolicesimo romano, non se ne parla nemmeno; perché così facendo inganneremmo noi stessi. Come possiamo abbandonare le nostre diffidenze e la nostra avversione nei confronti del cattolicesimo romano dopo avere letto i loro catechismi ed altri loro libri? Come si può fare ciò nel constatare che la chiesa cattolica romana è la stessa nella sostanza di quella dei tempi di Lutero e Calvino? Che anche costui rientri in se stesso e si svegli dal sonno in cui è caduto e allora non parlerà più così. Così Traettino e la sua squadra si sono messi ufficialmente con i Cattolici romani trasgredendo all’ordine di Paolo: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli?” (2 Cor. 6:14-16).

Fratelli, guardatevi da costoro e non lasciatevi ingannare dai loro vani ragionamenti. Perché dietro a tutti questi proclami d’amore fraterno si nascondono dei compromessi e tante cose nascoste e vergognose.

Concludiamo dicendo che noi non escludiamo che tra i carismatici cattolici di tutto il mondo ci possano essere persone che gustino la bontà di Dio e vengono salvate dai loro peccati come anche persone che veramente ricevono il battesimo con lo Spirito Santo; perché il Signore è potente a salvare le anime e a battezzarle con lo Spirito anche in mezzo alla chiesa cattolica romana.

Ma una cosa è certa; queste persone saranno immediatamente, e ribadisco immediatamente, sospinte dallo Spirito Santo fuori dal cattolicesimo romano, perché lo Spirito brama a gelosia i figliuoli di Dio e non vuole che essi continuino a recitare il Rosario, a confessarsi dai preti, a partecipare alla messa ed altre cose abominevoli nel cospetto di Dio. Questa è l’opera dello Spirito Santo che hanno potuto avvertire nella loro vita tutti quei Cattolici visitati da Dio in seno alla chiesa cattolica romana. Bisogna dunque dire a questi carismatici cattolici di uscire dalla chiesa cattolica romana; per il loro bene, esclusivamente per il bene dell’anima loro.

Attenzione a non dire quello che ha detto Geoffrej Allen: ‘..la mia speranza non è che i carismatici escano dalla Chiesa Cattolica, piuttosto che il cattolicesimo, per tutti gli aspetti in cui non è biblico, esca dai carismatici!’ (Tempi di Restaurazione, Giugno 1994, pag. 29). Perché questo è un parlare contraddittorio dato che se uno vuole che il cattolicesimo non biblico (che è la massima parte) esca dai carismatici certamente vuole che essi escano dalla chiesa cattolica romana e che non vi rimangano. Mentre se uno vuole che il cattolicesimo non biblico esca dai carismatici, ma contemporaneamente non vuole che essi escano dalla chiesa cattolica romana; allora egli vuole che il cattolicesimo non biblico rimanga in loro, perché non è possibile rimanere nella chiesa cattolica romana senza aderire – se non proprio a tutte – a molte delle dottrine diaboliche che ci sono in essa. E per rendersi conto di questo si veda di quante dottrine diaboliche è formato il cattolicesimo romano, e come esse sono strettamente collegate tra di loro in maniera da non lasciare alternativa; o rimanere e dare retta al magistero, o uscire.

Giacinto Butindaro

Tratto da: Giovanni Traettino: il precursore dell’ecumenismo con i Carismatici Cattolici in Italia

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Pastore Corrado Salmè

Corrado Salmè aiuta delle pecore perdute della Chiesa Cattolica Romana a rientrare nella loro Parrocchia

Fratelli nel Signore, come voi sapete, Corrado Salmè ha difeso e giustificato energicamente nell’intervista che gli ha fatto Enrico Sangiovanni il 24 Aprile 2010 la sua collaborazione nell’evangelizzazione assieme ad un gruppo di carismatici cattolici di Barletta che lo hanno invitato. Questo gruppo cattolico si chiama ‘infuocati per Dio’. Qui di seguito potete leggere la trascrizione di una parte dell’intervista dove egli si difende dall’accusa di ecumenismo lanciatagli:

‘ …. sono stato accusato di ecumenismo. Io vorrei spiegare insomma prima di tutto qual’è l’ecumenismo di cui mi si accusa. Cioè io sono stato invitato non solo l’anno scorso, ma anche due anni fa, nel paese di Barletta da un gruppo di Carismatici o del Rinnovamento dello Spirito – non ricordo bene – i quali hanno addirittura aperto un sito che si chiama infuocatiperdio.org – quindi un pochettino emulando …. i raduni che facevamo dal 2003 fino al 2008 ogni primo di Novembre – con i quali è nato un bellissimo rapporto di amicizia e di stima, e sono stato invitato da Don Francesco – si chiama così – di Barletta, tramite altri fratelli – io li chiamo fratelli perché tali sono all’interno della Chiesa Cattolica. Sono stato invitato là, abbiamo avuto una bellissima serata di evangelizzazione, ad Agosto del 2008, in una delle piazze principali di Barletta. Dove più di 400 persone hanno alzato la mano per accettare Gesù dopo una predicazione evangelistica, perché se mi si invita a parlare di Gesù all’interno della Chiesa Cattolica, io non ho problemi, l’ho fatto tante volte ….. non ho problemi a dire che per me predicare il Vangelo è un onore, e io sono pronto a predicare il vangelo all’interno della Chiesa Cattolica …… se vengo invitato all’interno della Chiesa Cattolica, io vado a predicare il vangelo, non mi interessa – come è successo – di predicare accanto ad una statua della Madonna alta un metro e mezzo ….. non mi creo il problema se prima della riunione dove io ho predicato Gesù e la Parola di Dio si è pregato Maria …. Ma credo assolutamente che la Parola di Dio ci insegna che è proprio in questi luoghi dove noi dobbiamo andare a predicare il Vangelo …. Corrado Salmè viene invitato a predicare il Vangelo dopo una veglia mariana di 15 giorni? Amen. Anche di 30, non è un problema. Io vado là per parlare di Gesù, non comprometto il messaggio del vangelo, non comprometto il fatto che Gesù è l’unica via, l’unica verità, e l’unica vita, e se attraverso questo, questa possibilità, questa opportunità, questa porta aperta che Dio dà, abbiamo la possibilità di portare il messaggio dell’Evangelo allora voglio dire sì sono ecumenico, se questo significa essere ecumenici, io sono ecumenico perché predico il Vangelo anche all’interno della Chiesa Cattolica. Ma personalmente credo che l’ecumenismo è qualcosa di ben altro, significa ecumenismo nel senso negativo … significa compromettere il Messaggio del Vangelo, e quindi non essere più in grado, perché hai … perché sei pressato, perché magari hai degli interessi a non predicare il vangelo, perché sei pressato dall’esterno, ma grazie a Dio questo non è mai successo ….’.

Ora, Corrado Salmè ha detto tutto tranne una cosa, e cioè lo scopo dell’evangelizzazione che compiono i suoi fratelli ‘infuocati per Dio’, che è quello di far rientrare nella Parrocchia quei cattolici romani che si sono allontanati da essa. Per cui la sua presenza come anche la sua predicazione in quelle riunioni a Barletta fu richiesta affinché lui contribuisse a far tornare le ‘pecorelle perdute’ nell’ovile del papa.

Qualcuno dirà: ‘Ma cosa stai dicendo?’ Sto semplicemente dicendo quello che affermano i ‘fratelli’ di Corrado Salmè sul loro sito. Ecco qui di seguito un articolo tratto dal sito ‘Infuocati per Dio’, che vi ricordo sono quei cattolici romani che hanno invitato Corrado Salmè per evangelizzare.

TENDA EUCARISTICA – BARLETTA 23.24.25 AGOSTO

– Che cos’è la tenda? – La “Tenda” ha un richiamo biblico? – La “tenda” ha un richiamo ecclesiologico? – Perché la tenda? – Cos’è l’evangelizzazione? – Che necessità di evangelizzare oggi? – Perché lo slogan “ti ri-conquisterò con immenso amore”? – Chi sono gli evangelizzatori? – Chi sono gli “Infuocati per Dio”? – Cos’è e come è nata la Fraternità di famiglie infuocati per Dio? – Come è nata l’idea della tenda? – Chi siete voi della tenda? Come si vive la tenda? – Cosa direte alla gente che passerà dalla tenda? – Perché tutto questo… in tenda e non in parrocchia? CHE COS’E’ LA TENDA Nella Bibbia il termine concreto “la tenda” ha sostituito un’idea per noi spesso astratta, ma molto importante: l’idea della “presenza di Dio”. Per noi e per la nostra vita “La Tenda” è il Signore della storia, che ci cammina accanto LA TENDA HA UN RICHIAMO BIBLICO La Sacra Scrittura è ricca di riferimenti alla “Tenda”. Ne citiamo solo alcuni: In Esodo al capitolo 33, 7-11 leggiamo: • Mosè a ogni tappa prendeva la tenda e la piantava fuori dell’accampamento, ad una certa distanza dall’accampamento, e l’aveva chiamata tenda del convegno……… • Davanti alla tenda si fanno sacrifici, si offre l’incenso (Numeri 16,18), si piange (Numeri 25,6), si espiano i peccati (Levitico 16,33)… • Troviamo la tenda anche in Ebrei 9,11-12 “Cristo invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta……… • Sarà un caso, ma secondo Atti 18,3 il mestiere di Paolo era fabbricare tende! LA TENDA HA UN RICHIAMO ECCLESIOLOGICO Se con le prime due riflessioni abbiamo compreso che la tenda non è solo un luogo fisico ma è la gloria stessa di JAVHE’ che si muove con l’antico popolo dell’alleanza adesso ancor di più ricaviamo che la Chiesa, in quanto strettamente legata a Cristo, è Lei stessa oggi la Tenda dove il popolo della nuova alleanza, cioè l’umanità intera redenta dal sangue dell’Agnello, sperimenta tutta la potenza e la grazia del Suo Signore. Perché la tenda? La tenda è il luogo in cui il credente riceve ristoro da Gesù; la nostra persona viene illuminata e guarita dall’Amore del Suo Signore e avverte in sé: • Soddisfazione, completezza, scopo, realizzazione, perdono, confidenza, riconoscimento, accettazione, intimità, sicurezza, pace. Ecco il perché della Tenda: In Essa “Dio Provvede” Cos’è l’evangelizzazione? Evangelizzare significa “raccontare la Buona Notizia.” , cioè che Gesù Cristo ha reso possibile la salvezza e l’ha resa accessibile a tutti in dono. Evangelizzare significa aiutare coloro che sono estranei alla fede in Cristo ad andare incontro all’avere fede in Lui. Che necessità di evangelizzare oggi? Basta guardarci intorno! Oggi la maggior parte degli uomini sono spiritualmente separati da Dio Che un individuo sia o meno cosciente di questa sua condizione, egli si trova comunque in una situazione disperata ed è dannato, a meno di appellarsi alla soluzione offerta da Gesù Cristo, e da nessun altro. Perché lo slogan “ti riconquisterò con immenso amore”? A Gesù non interessa il nostro passato, ma ci accoglie a braccia aperte. Lui non guarda cosa abbiamo fatto, ma ci vede con occhi di tenerezza, perché ci ama di un amore senza misura . Troviamo nella Parola di Dio: • Il ritorno del Figliol prodigo; • Romani 5:6-8:…….Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. • Giovanni 15:13: “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici”. L’indifferenza, la diffidenza, l’odio, i pregiudizi hanno un solo antidoto: L’AMORE Chi sono gli evangelizzatori? Sono coloro che dopo aver fatto esperienza di Dio (visto, udito, toccato), unti dallo Spirito Santo diventano dei testimoni che ne raccontano fedelmente le meraviglie. Chi sono gli “Infuocati per Dio”? Tutto nasce da un’impronta dello Spirito Santo posata dolcemente nel cuore di Don Francesco Fruscio, nel quale – da sempre – albergavano: • il sacrificio di Gesù sulla Croce, • l’azione dello Spirito Santo, • La passione per le anime perdute da riportare nel cuore del Padre. Gli Infuocati per Dio sono Fratelli e Sorelle, opportunamente curati Spiritualmente, desiderosi di portare gli uomini e le donne del nostro tempo ad: 1. amare Dio prima e al di sopra di ogni altra cosa. 2. amare i perduti con lo stesso amore di Dio 3. amare la Chiesa e servirla con un’attitudine di servizio Cos’è e come è nata la Fraternità di famiglie infuocati per Dio? Anche la Fraternità di Famiglie è stata una intuizione spirituale di Don Francesco, coppie in un cammino formativo teso – attraverso la Parola di Dio, la preghiera, lo stile di vita – a: • sviluppare un amore per Dio e maturare un desiderio di fare la Sua volontà, capaci di affrontare ogni tipo di ostacolo, tentazione e persecuzione. • Cercare e amare i lontani con lo stesso amore di Dio;iniettare la passione per Dio in altre famiglie;stimolare le Famiglie a modellarsi su quella di Nazareth; essere di esempio in una società che vuole capovolgere il senso dell’essere Famiglia; La Fraternità è nata a gennaio 2008, s’incontra ogni Giovedì per la preghiera e l’insegnamento e organizza un ritiro mensile domenicale, sempre presso la Parrocchia della Sacra Famiglia. Ci siamo dati uno stile di vita attinto da 1 Tessalonicesi 5,1–28. Apri pure il file, stampalo, mettici una cornice a giorno e appendilo in un luogo in cui tu possa sempre vederlo. Amen! Come è nata l’idea della tenda? L’idea della tenda nasce dal bisogno di donare l’opportunità a chiunque, credenti e non, giovani e vecchi, donne e uomini, giusti e peccatori, di poter incontrare Gesù Signore per la strada. Chi siete voi della tenda? Siamo persone comuni, semplici, verso i quali il Signore Gesù – un giorno – ha usato misericordia; l’esperienza dell’Amore di Dio è stata così forte da aver suscitato in noi il desiderio irrefrenabile di condividerla con una platea sempre maggiore, perché altri ne sperimentino gli effetti nella propria vita. Come si vive la tenda? Nel momento in cui in tenda arriva Gesù perdi la cognizione del tempo ed entri in un servizio a tempo pieno. Accogli, preghi, organizzi, osservi i bisogni, rispondi, pulisci, non hai sonno, vai in giro per la piazza ad invitare tutti ad entrare in tenda, hai solo sete di condurre persone da Gesù,non hai fame, non senti il bisogno di un tetto. E ancora, asciughi le lacrime, accetti gli insulti, benedici il rifiuto, chiedi perdono per i torti subiti. Cosa direte alla gente che passerà dalla tenda? Si annuncia che: “DIO TI AMA ADESSO” e poi si parla della propria esperienza di Fede tenendo conto di tre punti fondamentali: La mia vita prima, in che modo sono giunto alla fede in Cristo, la mia vita adesso… il tutto non più di 5 minuti, e mai nessuna polemica. E’ essenziale ascoltare chi ci sta di fronte senza giudicare.

Perché tutto questo…in tenda e non in parrocchia? Tante persone oggi sono sfiduciate, scandalizzate, spaventate da una serie di avvenimenti, tanti altri non conoscono o hanno dimenticato la fede cattolica. Allora, attraverso la tenda, Gesù va a cercare gli smarriti là dove si trovano. Essi vanno rievangelizzati con nuovo zelo e nuovo ardore, incoraggiando, esortando, e toccati nuovamente dalla grazia vanno ricondotti nel recinto, cioè la Parrocchia. Come ben si comprende la Parrocchia gioca un ruolo fondamentale: con la tenda essa mette le ruote e si muove a cercare la pecora smarrita. In conclusione dalla Parrocchia si parte per la missione e in Parrocchia si ritorna con le pecorelle, avendo poi cura di tenersele ben strette e nel migliore dei modi, ovvio…ma questo è un altro discorso.

22-08-2008

Tratto da: http://www.infuocatiperdio.org//it/notizie.php?id_news=53

Ora, considerando che questo articolo porta la data del 22-08-2008, cioè è stato postato proprio nel mese di Agosto 2008 quando secondo le parole di Salmè: ‘Sono stato invitato là, abbiamo avuto una bellissima serata di evangelizzazione, ad Agosto del 2008, in una delle piazze principali di Barletta. Dove più di 400 persone hanno alzato la mano per accettare Gesù dopo una predicazione evangelistica’, è impossibile non arrivare a questa conclusione, e cioè che quelle centinaia di persone che secondo Salmè hanno accettato Gesù, sono state fatte rientrare nella Chiesa Cattolica Romana, con un nuovo zelo e un nuovo amore per la Chiesa Cattolica Romana.

E nella pratica cosa significa questo? Che quelle anime saranno ancora maggiormente devote al culto di Maria e degli altri santi (e quindi si inginocchieranno ancora davanti alle cosiddette statue e immagine sacre), che saranno ancora più assidui alla messa, che pretende di essere la ripetizione del sacrificio di Cristo, più assidui alla confessione al prete, che saranno ancora più convinti che il purgatorio esiste e che quando si muore nella grazia si và là, che bisogna far dire le messe per i morti, che bisogna pregare per i morti, che il papa è il vicario di Cristo, e così via.

In altre parole, quelle persone continueranno ad essere schiave della menzogna e della superstizione.

E’ evidente dunque che il messaggio di Salmè in quella circostanza è stato un messaggio mutilato, nel senso che è stato privo dell’ordine perentorio da dare ai cattolici romani di convertirsi dagli idoli muti all’Iddio vivente e vero, come di quell’altro ordine da dare ai cattolici romani che accettano Gesù, e cioè: “Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:17-18).

E questo naturalmente perché altrimenti, quelle anime – una volta accettato Gesù – non avrebbero potuto rientrare nella Chiesa Cattolica Romana, che è l’obbiettivo che si sono prefissati con quelle evangelizzazioni quelli di ‘infuocati per Dio’, secondo che essi dicono: ‘Tante persone oggi sono sfiduciate, scandalizzate, spaventate da una serie di avvenimenti, tanti altri non conoscono o hanno dimenticato la fede cattolica. Allora, attraverso la tenda, Gesù va a cercare gli smarriti là dove si trovano. Essi vanno rievangelizzati con nuovo zelo e nuovo ardore, incoraggiando, esortando, e toccati nuovamente dalla grazia vanno ricondotti nel recinto, cioè la Parrocchia. Come ben si comprende la Parrocchia gioca un ruolo fondamentale: con la tenda essa mette le ruote e si muove a cercare la pecora smarrita. In conclusione dalla Parrocchia si parte per la missione e in Parrocchia si ritorna con le pecorelle, avendo poi cura di tenersele ben strette e nel migliore dei modi, ovvio…ma questo è un altro discorso’.

Se non sono compromessi questi, cosa sono? I fatti parlano chiaro, Corrado Salmè quando è stato invitato da questi Carismatici non ha predicato come si conviene, per dei suoi interessi personali. E quindi l’accusa di ecumenismo, per usare le sue stesse parole, di ecumenismo nel senso negativo, c’è tutta e ben salda pure.

Ma d’altronde tutti quegli Evangelici che hanno cominciato ad agire come Corrado Salmè, hanno finito con il compromettere la parola di verità: è inevitabile che ciò avvenga, perché le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.

Fratelli nel Signore, nessuno vi seduca con vani ragionamenti: evangelizzare assieme ai cattolici romani, quindi dietro loro invito, significa compromettere la Parola di Dio, perché si deve piacere agli uomini anziché a Dio.

E a te Corrado, dico questo: ‘Ravvediti, riconosci i tuoi errori, e abbandona i sentieri tortuosi per i quali ti sei incamminato, e ne avrai del bene, soltanto del bene. Smetti di cercare di piacere agli uomini, e comincia a piacere a Dio. Non ti illudere, se proseguirai per questa strada, andrai di male in peggio!’

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da: Corrado Salmè aiuta delle pecore perdute della Chiesa Cattolica Romana a rientrare nella loro Parrocchia

La Tenda degli infuocati per Dio (ovvero degli infuocati per Maria)

Ecco i ‘fratelli’ di Corrado Salmè che lo hanno invitato, e con cui lui collabora nell’evangelizzazione. E questi sono infuocati per Dio? Io li chiamerei ‘infuocati per Maria’!!

Quelli del Rinnovamento che cantano ‘MARIA (ora che sei quì)’. Questa è idolatria.  E questi sarebbero da chiamare nostri fratelli? Giudicate voi, fratelli, da persone intelligenti.

Giacinto Butindaro

Tratto da: La Tenda degli infuocati per Dio (ovvero degli infuocati per Maria)

E da: R.n.S. Maria (ora che sei quì)!!

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Pastore Giuliano Salmè

Giuliano Salmè partecipa ad assise interconfessionale

Giuliano Salmè, padre di Corrado Salmè, si è proprio dato all’ecumenismo. Anche questa notizia lo conferma:

30 Gennaio 2006- FEDE. Cattolici, evangelisti e avventisti

Bronte, nel nome della pace assise interconfessionale

“Cattolici, evangelisti e avventisti a confronto sul tema della verità, della speranza, della pace. Un momento storico, d’unione delle diversità riuniti nella pace.

Per i Giovani francescani, Francesco Fallico ha ricordato come spesso “si abusa dei termini verità e pace”.

Il pastore Giuliano Salmè, della chiesa Evangelica giubileo, scettico sui movimenti per la pace, ha detto che “sarebbe gravissimo voler dare pace se prima non si è in pace con se stessi”.

Il cappuccino fra Salvatore Russo ha dottamente parlato di verità e pace, disquisendone sul piano filosofico.

Per la chiesa Cristiana avventista del Settimo giorno, Giorgio Santese ha spiegato che l’uomo può trovare la soluzione per la pace solo in Dio e non con la politica o la filosofia.

Il rettore del convento, padre Alessandro Bartolotta, ha sublimato l’uditorio con poche parole, soffermandosi sulla cultura dell’essere e non del fare: “L’uomo deve diventare amore e non amare – ha precisato padre Alessandro – poiché l’uomo che è amore non cerca la pace perché già la vive”. [Luigi Putrino]”

Notizia tratta da: http://www.bronteinsieme.it/8not/news_2006/01_Gennaio.htm

Giuliano Salmè con il collare bianco

Giuliano Salmè, padre di Corrado Salmè, indossa in occasione della Cena del Signore il collare bianco (caratteristico dei preti cattolici), e fa un discorso sul significato della Cena del Signore che contiene molte cose false e che andrebbe confutato a parte.

Quello che qui vorrei far notare è che il collare bianco lo indossa per far sentire i Cattolici Romani a loro agio.

Guardatevi da questo uomo, perché si è dato all’ecumenismo.

Giacinto Butindaro

Tratto da: http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/12/giuliano-salme-con-il-collare-bianco/

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Gilberto Perri

(ex pastore della Chiesa Pentecostale ‘Gesù Cristo è il Signore’ di Gallico (RC) 

Gilberto Perri e Don Gelmini - Cliccare sull'immagine per scaricare il video

Gilberto Perri, ex pastore della Chiesa Pentecostale ‘Gesù Cristo è il Signore’ di Gallico (RC), deceduto il 7/11/2010, si mise con i Cattolici Romani. Infatti l’8 Agosto 2008 a Zervò (RC) incontrò Don Gelmini (ben noto prelato della Chiesa Cattolica Romana). In questo video, scaricabile anche cliccando sull’immagine che lo ritrae con Gelmini, vedrai alcuni momenti di questo incontro ‘ecumenico’, veramente scandaloso e sconcertante.

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La ‘pastora’ Roselen Boerner Faccio

La ‘pastora’ Roselen Boerner Faccio partecipa a preghiera multireligiosa

Festa di Pasqua per i clochard in Stazione centrale

Il giorno della Vigilia, sabato 3 aprile (2010), alle 14,30 in piazza Duca d’Aosta la festa di Pasqua verrà introdotta da una preghiera multireligiosa.

Un prete cattolico (Don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria), il gran califfo dell’Islam Gabriele Mandel e l’imam Mohsen Mouelhi, il rappresentante della comunità ebraica Franco Fiorentini, il vescovo ortodosso Avondios, il vescovo di rito caldeo Adeodato e il pastore evangelico Roselen Boerner Faccio pregheranno insieme in mezzo alla folla di senzatetto.

“I clochard sono principalmente cristiani di vari riti e musulmani; questa preghiera comune serve a trasmettere un messaggio di fratellanza. Dobbiamo, cioè, cercare ciò che ci unisce, non ciò che ci divide. Soprattutto alla luce delle recenti tensioni tra etnie in via Padova e in altre parti di Milano” spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels. Subito dopo la preghiera, alle 15, in piazza inizia la festa. Con musiche (Salvatore Ranieri, detto Il cantante della solidarietà, e la sua band), distribuzione di generi alimentari tra cui colombe e uova di Pasqua, coperte e borse. Furlan lancia un appello: “Invitiamo i milanesi a partecipare a questo momento di solidarietà e di spiritualità pasquale. Magari portando un pensierino per un clochard. Per rendere più bella la Pasqua sia di quel poveretto, sia di chi compie questo gesto d’amore”.

Tratto da: http://www.affaritaliani.it/milano/festa_di_pasqua_per_i_clochard_in_stazione_centrale310310.html

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Ma la Bibbia non ci comanda forse di non metterci con gli infedeli sotto un giogo che non è per noi? Certo che lo dice, ma pare proprio che a Roselen Faccio non gli interessa niente di quello che la Bibbia dice a tal proposito. Ravvediti, Roselen, stai proprio portando le anime a calcare sentieri tortuosi.

Giacinto Butindaro

Tratto da: La ‘pastora’ Roselen Boerner Faccio partecipa a preghiera multireligiosa

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Pastore Fernando Barile

Foggia: Giornata Interreligiosa con la partecipazione di Pentecostali

Organizzata presso la parrocchia di Sant´Antonio da Padova in via Smaldone, in memoria dello storico incontro di Assisi del 1986. I rappresentanti delle confessioni presenti sul territorio riunite nella Giornata Interreligiosa

Anche quest´anno [2010] si é fatta memoria dello storico incontro del 27 ottobre 1986, quando Sua Santità Giovanni Paolo II invitó ad Assisi tutti i capi delle religioni per invocare insieme, come credenti, il dono della pace.

Ispirandosi, pertanto, agli aspetti operativi derivati da quella profetica giornata, la Famiglia Francescana e il Consiglio Ecumenico di Foggia mercoledí 27 ottobre hanno organizzato la Giornata Interreligiosa per la pace e la Salvaguardia del Creato, tenutasi nella sala conferenze della Chiesa di Sant´Antonio da Padova in via Filippo Smaldone a Foggia (inizialmente era prevista nel cortile della parrocchia e poi spostata all´interno a causa del maltempo di questi ultimi giorni).

All´incontro interreligioso hanno partecipato i rappresentanti della Chiesa Greco-Ortodossa, della Chiesa Evangelica Pentecostale, della Chiesa Cattolica (Arcidiocesi Foggia-Bovino) e della Comunità Islamica di Foggia.

Il tema della manifestazione é stato tutto incentrato sulle parole e sulla poetica di San Francesco e del suo cantico delle creature, in particolare quel ‘Laudato sie mi´ Signore , cum tucte le Tue creature’, che rappresenta uno dei messaggi piú alti del frate di Assisi.

La volontà di ‘custodire il creato per coltivare la pace´ ha animato l´ascolto e il confronto reciproco in uno spirito di fraternità tanto caro a Francesco d´Assisi, dando la possibilità, nella preghiera e nel dialogo comune, a credenti di diverse confessioni e religioni presenti sul territorio della nostra città di discutere sulla custodia della creazione di Dio, nella certezza che tramite il creato Dio si prende cura di noi.

Cosí facendo, mentre ardeva il fuoco simbolico del raccoglimento familiare e spirituale, Emanuele Stratakis per la Chiesa Greco-Ortodossa, Fernando Barile per la Chiesa Evangelica Pentecostale, Fra Pietro Carfagna per l´Arcidiocesi e Ghazi Swandi, Imam della comunità islamica di Foggia, in una sala gremita in ogni ordine di posto, hanno avuto modo di dialogare, confrontarsi e condividere diversi concetti fondamentali presenti in tutte le religioni monoteiste, a partire dalla salvaguardia della pace fino al fondamentale valore universale della famiglia per tutti i credenti.

Una preghiera rinnovata a piú voci, com´é stata definita la serata dagli organizzatori, un momento importante per testimoniare la necessità di riconoscere anche i propri limiti, un punto di partenza per trovare elementi concreti di vicinanza nella cultura delle diversità, della solidarietà e dell´accoglienza.

Una serata che é stata anche dedicata alla memoria e che ha assunto le vesti di un vero e proprio incontro tra religioni diverse che tuttavia sentono la necessità di dialogare, di scambiare pareri ed opinioni con la prospettiva di aprire in futuro una vera e propria collaborazione tra credenti sui grandi temi che pone la modernità (in foto da sinistra Ghazi Swandi, Fernando Barile, Fra Pietro Carfagna ed Emanuele Stratakis, durante l´incontro di mercoledí).

Tratto da: Foggia e Foggia

Massima attenzione a tutti i pastori che, come Fernando Barile, partecipano a questi eventi interreligiosi: teneteli d’occhio e ritiratevi da essi.

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Pastore Tomas Osei

Ecumenismo a Carpi

Si è chiusa il 25 gennaio 2010 la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Domenica 17 gennaio, a Carpi si è celebrata una veglia che ha riunito insieme cattolici, ortodossi e pentecostali. Per quest’ultimi era presente il pastore Tomas Osei della comunità pentecostale ghanese di Carpi.

Che dire? Ancora una volta riscontriamo l’avanzamento dell’ecumenismo tra i Pentecostali in Italia, che è contrario al sentimento dello Spirito di Dio, in quanto va contro le parole dell’apostolo Paolo:

“Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Guardatevi e ritiratevi dunque da tutti coloro che sono animati da questo spirito ecumenico, in quanto sono d’intoppo sia ai credenti che agli increduli danneggiando così la causa del Vangelo. Leggi la mia approfondita confutazione dell’ecumenismo a questa pagina.

Giacinto Butindaro

Tratto da: Ecumenismo a Carpi

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Pastore Edoardo Piacentini

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Pastore Antonio Stallone di Vittoria (Rg) 

Pastore Biagio Catalano di Comiso (Rg) 

Pastore Giuseppe Micieli, di Santa Croce Camerina (Rg) 

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Pastore Antonio Russo

Pastore Giuseppe Maiorana

Pastore Natale Stracuzzi.

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Segnali di apertura ecumenica nelle ADI

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Prima cena ecumenica in sicilia

Convito di cena e preghiera patrocinato dalla comunità cattolica Infuocati dallo Spirito Santo all’interno del progetto One Body One Spirit Project (www.1b1s.org) con la partecipazione degli esponenti della chiesa cattolica, ortodossa, protestante di catania: Arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina, Teologi dell’Istituto di Scienze Religiose San Luca di Catania e della Facoltà Pentecostale Karisma di Napoli, Sacerdoti e Diaconi Ortodossi del Patriarcato di Mosca e di Costantinopoli, Responsabili di Associazioni Caritative Ecumeniche, La Comunità Infuocati dallo Spirito Santo, laici e amici.

Da notare il primo che parla che è Salvatore Loria, direttore di ICN-News, e fratello di Felice Antonio Loria (Presidente delle Assemblee di Dio in Italia).

Ancora una volta riscontriamo l’avanzamento dell’ecumenismo tra i Pentecostali in Italia, che è contrario al sentimento dello Spirito di Dio, in quanto va contro le parole dell’apostolo Paolo: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Guardatevi e ritiratevi dunque da tutti coloro che sono animati da questo spirito ecumenico, in quanto sono d’intoppo sia ai credenti che agli increduli danneggiando così la causa del Vangelo.

Leggi la mia approfondita confutazione dell’ecumenismo a questa pagina.

Giacinto Butindaro

Tratto da: Prima cena ecumenica in sicilia

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Pastore Michel Charbonnier Chiesa Evangelica Metodista di Bologna

Pastore Giacomo Casolari Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Bologna

Dal 18 al 25 gennaio si tiene in tutto il mondo una settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Qui siamo presso il locale di culto della Chiesa Evangelico-Metodista di Via Venezian a Bologna, dove martedì sera si è tenuta una veglia ecumenica di preghiera. Notate in particolare il ‘pastore’ metodista con tanto di capelli lunghi e vistoso orecchino, e il pastore della Chiesa Evangelica della Riconciliazione che è una Chiesa Pentecostale. Che dire? Uno scandalo e una vergogna. A proposito, quando sentite dire a qualche astuto ‘pastore’ pentecostale che frequenta questo tipo di riunioni per l’unità dei Cristiani, che lui è si è recato là ad evangelizzare e non per fare ecumenismo, tenete bene a mente le cose che vedete e sentite in questo video per turargli la bocca.

Tratto da: http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2011/01/21/veglia-ecumenica-a-bologna/

Ecco cosa fanno gli ‘Evangelici’ quando partecipano alla ‘Preghiera per l’unità dei Cristiani’ nelle basiliche della Chiesa Cattolica Romana. ALTRO CHE EVANGELIZZARE!! Dico questo affinchè nessuno di quei pastori pentecostali, come Edoardo Piacentini, che vi partecipano vi seduca con i suoi abili sofismi.

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Pastore Massimo Aquilante, Presidente della FCEI

Celebrazione liturgica ecumenica vissuta con la comunità della parrocchia di San Giovanni di Avezzano il 18 gennaio 2011. Ad essa hanno partecipato il vescovo dei Marsi Pietro Santoro, il prete ortodosso Daniel Mititelu, il parroco don Franco Tallarico, e il pastore metodista Massimo Aquilante, che è il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Settimana ecumenica from Angelo Croce.

Ascoltate quest’ultimo in particolare al minuto 30, quando durante la preghiera comune dice: ‘…. Cristo è la nostra pace, Egli ci ha riconciliati al Padre come unico corpo sulla croce, ci raduniamo nel Suo nome, e condividiamo la Sua pace. La pace del Signore sia sempre con voi’. Ecco come si svolgono le riunioni ecumeniche a cui partecipano anche tanti pastori pentecostali, tra cui Edoardo Piacentini. Qui i pastori che vi partecipano si sentono ed affermano di essere ‘un solo corpo’ con gli idolatri Cattolici Romani, e quindi rifiutano di evangelizzarli affinchè si ravvedano, e si convertano dagli idoli al Signore Gesù Cristo, uscendo dalla Chiesa Cattolica Romana. Nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Ravvedetevi e convertitevi voi – sia pastori pentecostali che non pentecostali – che vi siete dati all’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana. Tornate alla Parola di Dio dalla quale vi siete allontanati. E a voi che frequentate queste Chiese Evangeliche condotte da pastori ecumenici dico: ‘Uscitevene, esse calpestano la Parola di Dio e sono destinate ad andare di male in peggio’.

Giacinto Butindaro

Tratto da: Settimana ecumenica con Massimo Aquilante, presidente della FCEI

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Pastore Paolo Giovannini

A conferma che il virus malefico dell’ecumenismo ha infettato tanti Pentecostali, vi propongo questo articolo dal titolo ‘A Cosenza prove tecniche di ecumenismo’ del 16 Maggio 2007:

“Santa convocazione ecumenica, Cristiani di Cosenza per Israele”, su questo tema si soffermeranno per due giorni (venerdì e sabato prossimi) le riflessioni degli esponenti religiosi di varie confessioni giudaico-cristiane (cattolici, evangelici, valdesi, avventisti-pentecostali ed ebrei), che insieme propizieranno momenti di meditazione e preghiera auspicando la pace.

Ad organizzare la due giorni sono stati la Chiesa cristiana evangelica pentecostale “Bethel”, che in via Popilia ospiterà gli incontri della prima giornata [1], la Scuola regionale di umanizzazione ed etica sanitaria, il Sae (segretariato attività ecumeniche), il “Rinnovamento nello Spirito Santo” della diocesi, la Chiesa valdese, la Chiesa cristiana avventista e la parrocchia cattolica Ss. Salvatore di rito greco-bizantino.

L’arcivescovo di Cosenza Salvatore Nunnari porterà il suo saluto, mentre sono previste le “predicazioni” di Salvatore Martinez, presidente nazionale dell’associazione Rinnovamento nello Spirito, di Benjamin Berger, pastore ebreo-messianico e di Ivan Basana, pastore evangelico-pentecostale e presidente dell’associazione Edipi (evangelici d’Italia per Israele).

La seconda giornata si terrà, sempre a Cosenza, al cineteatro Italia di piazza Amendola. E’ previsto un approfondimento sulla danza ebraica tenuto dalla conunità delle Beatitudini di Sovere (Bergamo), e un concerto di canti e musica ebraica di Alezxander Roytman.

E’ stata annunciata la presenza dei pastori Paolo Giovannini, Giuseppe Butera e Kurt Locker, del rabbino Vladimir Hasin, dell coordinatore diocesano dei “carismatici” Pino Coscarelli, del papàs Pietro Lanza, del rabbino Barbara Aiello (esponente del movimento progressivo ebraico in Europa)

[AlVal] [16.05.2007]

Tratto da: http://www.arealocale.com/default.asp?action=article&ID=2415

[1] La Chiesa Cristiana Bethel “Associazione Amicib” che ha il suo luogo di riunione in Via Popilia (di fronte Palasport), COSENZA, ha come pastore Paolo Giovannini. Nella foto si vede il locale di culto e il pastore Giovannini e sua moglie (foto presa dal loro sito)

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2011/03/15/a-cosenza-prove-tecniche-di-ecumenismo/

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13 gennaio 2011 - Posted by | Antonio Russo, Antonio Stallone, Biagio Catalano, Corrado Salmè, Ecumenismo, Edoardo Piacentini, Emilio Ursomando, Ernesto D. Bretscher, Fernando Barile, Geoffrey Allen, Giovanni Traettino, Giuliano Salmè, Giuseppe Maiorana, Giuseppe Micieli, Massimo Loda, Natale Stracuzzi, Paolo Giovannini, Pastori ecumenici, Roselen Boerner Faccio

2 commenti »

  1. Un lavoro meticoloso, eccellente e utile, affinché i credenti abbiano elementi fermi e provati, per esprimere dei giudizi su certi conduttori.

    Commento di Giuseppe Piredda | 28 gennaio 2011

  2. Questi pastori non sono da meno di quelli che Gesù conobbe nel Suo tempo, Lo amarono a tal punto da crocifiggerlo, e questi moderni servitori, Lo hanno messo alla porta della propria chiesa, cricifiggendolo ancora una volta. Sono figli dell’inferno, se fosse stato il contrario, lo avrebbero riconoscito manifestato nella carne del Suo profeta.

    Commento di Vincenzo Ragusa | 30 gennaio 2011


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