Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Il ministerio di “Dottore”

I doni di ministerio –
Il Dottore

(122 minuti – mp3)

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Il dottore è colui che insegna la Parola di Dio; egli è in grado di spiegarla accuratamente perchè il Signore gli ha comunicato il dono d’insegnamento.

Paolo, oltre che apostolo, era pure dottore; questo lo ha detto lui stesso a Timoteo, quando gli scrisse: “In vista del quale (del Vangelo) io sono stato costituito banditore e apostolo e dottore (2 Tim. 1:11). Leggendo le epistole di Paolo, ci si rende conto di quello che lui insegnava da per tutto, in ogni chiesa; chi è dottore deve insegnare pure lui le cose che insegnava Paolo.

Paolo, dottore dei Gentili, scrisse ai santi di Colosse: “Ammaestrando ciascun uomo in ogni sapienza, affinchè presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo” (Col. 1:28), e noi da queste parole deduciamo che il dottore ammaestra i santi, secondo la sapienza che gli è stata data, al fine di presentarli perfetti in Cristo. Non è forse vero che pure il ministerio di dottore è dato da Cristo, per il perfezionamento dei santi?

Paolo dimorò in Corinto “un anno e sei mesi, insegnando fra loro la parola di Dio” (Atti 18:11); ad Efeso, per lo spazio di tre anni, lo stesso apostolo non cessò d’ammonire ciascuno dei santi con lacrime, e quando egli parlò agli anziani della chiesa di Efeso, disse loro: “Voi sapete…come io non mi son tratto indietro dall’annunziarvi tutto il consiglio di Dio” (Atti 20:18,20). Questo è quello che fa un dottore, dove Dio gli apre una porta per la Parola; si trattiene in quel luogo per insegnare ai fedeli tutto il consiglio di Dio.

L’insegnamento che un dottore rivolge ai santi è elementare, quando è rivolto ai bambini in Cristo appena nati, e perfetto, quando è rivolto a credenti maturi; in ambedue i casi, comunque, l’insegnamento è sano ed utile. Oltre a Paolo, vi furono altri, ai suoi giorni, che furono costituiti da Dio dottori, e di alcuni di loro sono menzionati i nomi, infatti Luca scrisse: “Or nella chiesa d’Antiochia v’eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo” (Atti 13:1).

Oggi, il termine dottore è usato impropriamente molte volte nei confronti di alcuni che non hanno affatto questo ministerio. La Scrittura, per dottore non intende un uomo che ha studiato delle lingue straniere in qualche scuola, o un uomo che insegna il greco, l’ebraico e l’aramaico; certo, forse per quelli di fuori un tale uomo è un dottore, ma per quelli di dentro il dottore è colui che insegna la parola di Dio. Paolo era ebreo e conosceva bene il greco, e quando si trovò in Grecia non si mise ad insegnare l’ebraico, la sua lingua natia, ai credenti greci, ma la parola di Dio. Perchè dico questo? Perchè oggi alcuni credenti pensano che il dottore è chi conosce bene la lingua greca e quella ebraica, e le insegna; io non dico che la conoscenza del greco antico e dell’ebraico sia inutile oggi, ma dico pure che conoscere la lingua greca e la lingua ebraica non significa essere un dottore della parola. I traduttori delle Sacre Scritture, per esempio, hanno dovuto per forza di cose studiare bene il greco antico e l’ebraico, perchè essi hanno dovuto tradurre in italiano dei manoscritti scritti in ebraico ed in greco (noi rendiamo grazie a Dio per ciò che essi hanno fatto per permetterci di leggere la parola di Dio nella nostra lingua), ma sia ben chiaro che se un traduttore degli Scritti sacri, conosce il greco e l’ebraico, ma non è in grado di spiegare ai credenti le varie dottrine della Parola di Dio, egli non è un dottore.

Anche il fatto che un credente abbia conseguito una laurea o più lauree (non importa se la laurea in economia e commercio, o in giurisprudenza, o in lettere, o in medicina) e che in virtù dei suoi studi sia capace di tenere un discorso attorno a Dio, non significa che egli è un dottore. Egli può essere capace di parlare con eccellenza di parola, ma se non è atto ad insegnare la parola di Dio, non è un dottore; egli ha il titolo di dottore che conferisce l’università, ma non ha il ministerio di dottore che conferisce il Signore.

Ora voglio parlarvi dei falsi dottori che esistono in seno al popolo di Dio e lo faccio, ricordandovi ciò che l’apostolo Pietro ha scritto nella sua seconda epistola a proposito di costoro.

Pietro dice:

“Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata.

Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è all’opera, e la loro ruina non sonnecchia. Perchè se Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio; e se non risparmiò il mondo antico ma salvò Noè predicatore di giustizia, con sette altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi; e se, riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione perchè servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente; e se salvò il giusto Lot che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati (perchè quel giusto, che abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima giusta a motivo delle loro inique opere), il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad essere puniti nel giorno del giudizio; e massimamente quelli che van dietro alla carne nelle immonde concupiscenze, e sprezzano l’autorità.

Audaci, arroganti, non hanno orrore di dire male delle dignità; mentre gli angeli, benchè maggiori di loro per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudicio maldicente. Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per essere presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità.

Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti; hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; sono figliuoli di maledizione. Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione; un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta.

Costoro son fonti senz’acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. Perchè, con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore, promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; giacchè uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto. Poichè, se dopo essere fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perchè meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango” (2 Piet. 2:1-22).

Anticamente sorsero in mezzo al popolo d’Israele anche dei falsi profeti, i quali profetizzavano di loro senno, seguendo il loro proprio spirito; questo è quello che insegna la Scrittura.

Ora, Pietro disse che come sorsero dei falsi profeti fra il popolo, così ci sarebbero stati in mezzo a noi dei falsi dottori; sì, proprio fra noi, perchè egli dice: “Ci saranno anche fra voi falsi dottori” (2 Piet. 2:1), perciò ponete molta attenzione alle parole di Pietro, al fine di poter riconoscere questi impostori quando vengono da voi.

Questi falsi dottori sono astuti come le volpi, e riescono con la loro furbizia a introdurre nella chiesa delle strane e perverse dottrine; “Dicono menzogne… covano uova di basilisco,…chi mangia delle loro uova muore” (Is. 59:4,5), dice il profeta Isaia, e difatti coloro che accettano le loro eresie di perdizione si sviano dalla verità. Costoro hanno rinnegato il Signore che li ha riscattati, ciò significa che ci fu un giorno nel quale essi avevano creduto nel Signore ma poi lo hanno abbandonato.

Questi operai fraudolenti prendono piacere nel fare discorsi su cose di cui non si deve parlare; sono gente sensuale, e alcuni, attratti dalla loro sensualità, si mettono al loro seguito e imitano le loro vie, e per cagione loro, la via della verità viene bestemmiata da quelli di fuori. Ma perchè gli increduli si mettono a bestemmiare la via della verità? Perchè questi seduttori che dicono con la bocca di essere nella verità, e sulla via della giustizia, si comportano peggio degli increduli che non conoscono il Signore! I falsi dottori amano il danaro, e si approfittano di quei credenti sinceri e semplici che non hanno abbastanza discernimento, estorcendogli danaro con le loro parole dolci, ma nello stesso tempo finte. I pretesti che costoro usano per strappare il danaro di mano ai credenti, sono i più svariati; essi comunque, sappiatelo questo, non vi dicono: ‘Dateci i vostri soldi, perchè vogliamo comprarci delle macchine lussuose, costruirci delle ville deliziose, ed andare a divertirci’, ma vi dicono: ‘Dateci le vostre offerte per l’opera del Signore e Dio benedirà l’opera delle vostre mani, Egli riempirà i vostri granai e farà traboccare di mosto i vostri tini’, delle belle parole che questi servi di Mammona conoscono bene e recitano bene davanti alle folle che vanno ad ascoltare i loro aridi discorsi. Giuda Iscariota era un apostolo, e quando Maria prese una libbra d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, e unse con esso i piedi di Gesù, egli disse: “Perchè non s’è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” (Giov. 12:5); non è che Giuda Iscariota disse di fare qualcosa di inutile con quell’olio di gran prezzo, affatto, egli disse che si sarebbe potuto vendere e dare i soldi ai poveri. Ma quello che egli disse, lo disse, “non perchè si curasse dei poveri, ma perchè era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro” (Giov. 12:6); i falsi dottori parlano in una maniera simile, infatti parlano di voler aiutare i poveri, di voler diffondere la parola del Signore ed esortano le persone a dare loro del danaro per queste buone cause, ma poi si viene a sapere che vivono in case che sono delle regge, che posseggono delle macchine fuori serie, che vestono solo abiti firmati, che indossano orologi d’oro, e che fanno una vita scandalosa. Costoro sono dei ladri come lo era Giuda, ma non rimarranno impuniti, perchè Dio, a suo tempo, gli renderà secondo le loro opere.

Dio non tenne per innocenti gli angeli che lasciarono la loro dignità primiera e commisero fornicazione con le figliuole degli uomini, ma li inabissò nelle tenebre che sono nelle profondità della terra, dove sono tutt’ora custoditi in catene, per il giudicio del gran giorno.

Dio non tenne per innocente neppure il mondo degli empi ai giorni di Noè, infatti lo punì, facendo venire il diluvio delle acque su di esso, e sterminando sia gli uomini che le bestie che erano sulla faccia della terra, secondo che è scritto: “E tutti gli esseri che erano sulla faccia della terra furono sterminati; dall’uomo fino al bestiame, ai rettili e agli uccelli del cielo” (Gen. 7:23); di mezzo alle acque, Dio salvò Noè con sette altri, secondo che è scritto: “Non scampò che Noè con quelli ch’erano con lui nell’arca” (Gen. 7:23), ed anche: “Poche anime, cioè otto, furono salvate tra mezzo all’acqua” (1 Piet. 3:20).

Dio non tenne per innocenti neppure Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, le quali vivevano nell’orgoglio, nell’abbondanza del pane e nell’ozio indolente; ma non sostenevano la mano dell’afflitto e del povero. Esse si erano abbandonate alla fornicazione ed erano andate dietro a vizi contro natura, e Dio fece piovere su di esse fuoco e zolfo, riducendole in cenere, affinchè servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente, ma anche in questo caso, Dio manifestò la sua giustizia, non facendo perire nel castigo di quelle città il giusto Lot che abitava in mezzo a quella gente perversa e si tormentava del continuo la sua anima giusta a motivo delle loro opere malvage.

Queste storie ci insegnano che Dio ama la giustizia e sa come trarre i pii dalla tentazione, ma anche che Egli fa ricadere sul capo degli empi tutta la loro malvagità. Sappiate che Dio giudicherà gli ingiusti, quelli che camminano secondo i desideri della carne, e quelli che sprezzano le autorità; e i falsi dottori sono tra questi, perchè sono ripieni d’ogni ingiustizia, camminano secondo le concupiscenze carnali, e sprezzano le autorità.

Questi impostori sprezzano ed oltraggiano le autorità che sono ordinate da Dio, quali sovrani, governatori, ministri di governo, magistrati e giudici dei tribunali; essi non onorano chi noi dobbiamo onorare. È scritto nella legge: “Non maledirai il principe del tuo popolo” (Es. 22:28), e Salomone dice: “Non maledire il re, neppure col pensiero” (Ecc. 10:20), ma costoro non prestano nessuna attenzione a questi comandamenti perchè sono arroganti. Ma oltre a ciò, dicono male pure delle dignità, infatti ingiuriano il principe di questo mondo ed i principati e le potestà, mentre gli angeli di Dio, benchè siano maggiori delle dignità per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, nessun giudizio maldicente, e questo è confermato da Giuda che dice nella sua epistola: “Dicono male della dignità. Invece, l’arcangelo Michele quando, contendendo col diavolo, disputava circa il corpo di Mosè, non ardì lanciare contro a lui un giudizio ingiurioso, ma disse: Ti sgridi il Signore!” (Giuda 8,9).

Ricordatevi che Gesù Cristo chiamò il diavolo “il principe di questo mondo” (Giov. 14:30), e che quando Gesù fu tentato dal diavolo, non ardì neppure Lui, che era il Figlio di Dio, ingiuriare la dignità, infatti quando l’avversario tentò il Signore affinchè si prostrasse davanti a lui e lo adorasse, Gesù gli rispose così: “Và, Satana, poichè sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto” (Matt. 4:10; Deut. 6:13); egli non gli disse frasi tipo ‘Adesso…..ti faccio vedere io’, o ‘Se non te ne vai da qui ti mando all’……’ (queste ed altre abominevoli espressioni sono proferite contro la dignità da uomini corrotti ed arroganti che predicano l’Evangelo, ma la cosa più triste è constatare che molti credenti quando le sentono si mettono a ridere e a dire pure ‘amen’), e questo mi trovo costretto a dirvelo, per farvi capire che Gesù, benchè sapesse quante cose malvage il diavolo aveva fatto e detto fino ad allora e benchè sapesse di essere molto più potente del diavolo, non ardì ingiuriarlo per farsi beffe di lui. Gesù Cristo ci ha lasciato l’esempio anche in questo, ma questi falsi dottori non vogliono seguire l’esempio di Cristo, perchè sono arroganti, audaci e soprannominano il diavolo con i più svariati e ridicoli nomi per ingiuriarlo.

Il profeta Zaccaria ha scritto: “E mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava in piè davanti all’angelo dell’Eterno, e Satana che gli stava alla destra per accusarlo. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ti sgridi l’Eterno, o Satana! ti sgridi l’Eterno che ha scelto Gerusalemme!…” (Zac. 3:1,2); ciò significa che pure Dio quando sgridò Satana gli rivolse le medesime parole che l’arcangelo Michele gli rivolse quando si trovò a contendere con lui, perciò fratelli, state attenti a non farvi trascinare nell’errore da questi scellerati. Questi uomini riprovati quanto alla fede, “dicono male di tutte le cose che non sanno; e in quelle che sanno per natura, come le bestie senza ragione, si corrompono” (Giuda 10), infatti alcuni di loro sono pure sodomiti. “Siccome non si sono curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perchè facessero le cose che sono sconvenienti” (Rom. 1:28); essi, mentre sono ancora in questo mondo, già ricevono “in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento” (Rom. 1:27), ma anche nel mondo avvenire non rimarranno impuniti perchè Dio farà loro trovare il salario della condotta che essi hanno tenuto sulla terra.

Un’altra opera della carne nella quale essi prendono piacere è la gozzoviglia, infatti banchettano senza ritegno in pieno giorno, ubriacandosi con i loro vini vecchi e le loro bevande forti. Anche nelle agapi si abbandonano alla gozzoviglia, ed è per questo che Giuda dice che “costoro sono delle macchie nelle vostre agapi” (Giuda 12). Ma sapete che altro fanno nelle agapi? Godono dei loro inganni perpetrati a danno dei semplici. Costoro, come profani buffoni da mensa, si dilettano nell’intrattenere il loro uditorio con le loro facezie scurrili; sono uomini che hanno gli occhi pieni di adulterio che non possono smettere di peccare e questa è la testimonianza che Dio rende di costoro: “Sono come tanti stalloni ben pasciuti ed ardenti; ognun d’essi nitrisce dietro la moglie del prossimo” (Ger. 5:8).

Questi falsi dottori adescano quelle anime che non sono stabili nella verità; sono definiti da Pietro, “figliuoli di maledizione” (2 Piet. 2:14) perchè essi prendono piacere nel maledire il loro prossimo; essi, in quel giorno, saranno tra quelli a cui il Signore dirà: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli!” (Matt. 25:41).

Essi erano sulla diritta strada, ma l’hanno abbandonata e per amore di disonesto guadagno si sono gettati nei traviamenti di Balaam; sono delle fonti senz’acqua, e nuvole senz’acqua portate qua e là da ogni vento di dottrina che soffia. Ditemi: ‘Ma a che serve una fonte senz’acqua a chi è assetato?’ Costoro sono vuoti della sapienza divina, ma pieni della sapienza diabolica; sono vuoti della sana dottrina, ma pieni di favole e di false dottrine, perciò non sono di nessuna edificazione a quei credenti che camminano secondo lo Spirito e discernono la voce del Signore; ma nonostante ciò riescono ad avere presa sulle folle, ci sanno fare, lo dobbiamo riconoscere, ma d’altronde anche Pietro ha detto che “con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore” (2 Piet. 2:18), quindi non c’è da meravigliarsi del ‘loro successo’. Giuda ha detto che “la loro bocca proferisce cose sopra modo gonfie, e circondano d’ammirazione le persone per motivi interessati” (Giuda 16); ciò significa che dicono tante cose che non corrispondono a verità, e che lusingano le persone che li ascoltano per guadagnarsi il loro favore. Una delle caratteristiche di questi cianciatori è che promettono la libertà a tutti quelli che riescono ad adescare, infatti hanno tutti i loro espedienti per liberare le persone da ogni vizio e da ogni problema, mentre loro stessi sono schiavi della corruzione perchè si sono lasciati avvolgere e vincere di nuovo dalle contaminazioni del mondo dalle quali un giorno erano fuggiti. La loro condizione ultima è diventata peggiore della prima; per questo Giuda li definisce degli “alberi d’autunno senza frutti, due volte morti, sradicati” (Giuda 12). Fratelli, guardatevi dai falsi dottori.

Giacinto Butindaro

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6 marzo 2011 - Posted by | Giacinto Butindaro, Insegnanti della Parola di Dio, Ministeri, Ministerio Dottore, Ministero Dottore, Scuola Biblica

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