Egli è altresì scritto…

Blog di Nicola Iannazzo

● Contro i libri apocrifi

Contro i libri apocrifi

(109 minuti – mp3)

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Perché mai voi Evangelici avete tolto dal canone della Bibbia i libri apocrifi?

Noi non abbiamo affatto tolto questi libri dal canone della Bibbia, ma sono stati i vostri predecessori ad aggiungerli. Questo infatti è quello che hanno fatto nel 1546 nel Concilio di Trento i cardinali e i vescovi e il papa di allora. La verità dunque è che i vostri predecessori hanno adulterato il canone delle Scritture aggiungendovi i libri che hanno voluto e voi ci accusate ingiustamente di averli tolti.

Le ragioni per cui noi non riconosciamo i libri apocrifi come canonici, cioè come parte del canone delle Scritture, sono le seguenti.

Essi sono pieni di contraddizioni e di errori, e di ciò ci sono le seguenti prove: Continua a leggere

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7 settembre 2010 Posted by | Angelo Rafael, Antioco Epifane, Concilio di Trento, Favole di Belo e del Dragone, Girolamo, Ilario di Poitiers, Inno dei Tre Giovani, Lettera di Geremia, Libri Apocrifi, Libro dei Maccabei, Libro dell'Ecclesiastico, Libro della Sapienza, Libro di Baruc, Libro di Ester, Libro di Giuditta, Libro di Siracide, Libro di Susanna, Libro di Tobia, Predicazioni Audio mp3, Preghiera di Azaria, Storia di Susanna, Vulgata | Lascia un commento

● Lista di alcuni “anatema” mai revocati dal Cattolicesimo Romano…

“Anatema”

Il termine anatema deriva dal greco anathema che significa ‘maledetto’

L’espressione anatema ha assunto nei secoli e nelle varie culture significati differenti: da offerta rivolta ad una divinità, ad una situazione di esclusione e ad una sorta di maledizione.

Significato etimologico

La parola anatema deriva dal greco ἀνάθημα (anathêma – letteralmente sospeso. Da ἀνά – ana che significa sopra e da τίθημι – titêmi che significa posare).

Nella Bibbia ebraica

Nel Tanakh ebraico o Antico Testamento cristiano la parola anatema prende un significato vicino a quello della parola tabù: ciò che non bisogna toccare, ciò che è maledetto da Dio. Viene utilizzato nella traduzione greca dei Settanta per rendere la parola ebraica herem con la quale è stata collegata. Per esempio nel libro del Deuteronomio si legge a proposito del divieto di portare a casa propria gli idoli, l’oro e l’argento sottratti ai nemici:

“Non introdurrai quest’abominio in casa tua, perché sarai come esso votato allo sterminio; lo detesterai e lo avrai in abominio, perché è votato allo sterminio” (Deuteronomio 7:26)

Si viene quindi a dire che ciò che è entrato in contatto con la divinità pagana (=offerto alla divinità pagana) è ormai maledetto, non si può toccare, deve essere votato alla distruzione completa; in una parola è anatema. Come le cose, così anche un popolo può essere Anatema. Sempre dal libro del Deuteronomio si legge:

“Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni: gli Hittiti, i Gergesei, gli Amorrei, i Perizziti, gli Evei, i Cananei e i Gebusei, sette nazioni più grandi e più potenti di te, quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia “ (Deuteronomio 7:1,2)

Nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento l’anatema diventa una sentenza di maledizione riguardo ad una dottrina o ad una persona, specialmente in riferimento ad una eresia. Così dice san Paolo nella lettera ai Galati: Continua a leggere

18 agosto 2010 Posted by | "Anatema" nei concili, Concilio di Trento, Concilio Vaticano, Ecumenismo, Scomunica Papale | 1 commento

● Contro il culto ai santi insegnato dalla chiesa cattolica romana…

Cattolici Romani, l’idolatria è in abominio a Dio

(21 minuti – mp3)


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La dottrina dei teologi papisti dice:

I santi che sono in cielo vanno pregati perché essi intercedono presso Dio per noi. Solo la chiesa ha il diritto di riconoscere santo un cristiano defunto.

I credenti hanno dei santi in cielo che li proteggono. Giuseppe, il marito di Maria, è il patrono della Chiesa di Cristo.

Le reliquie dei santi sono degne di essere venerate.

Secondo la curia romana coloro che sono sulla terra si devono rivolgere in preghiera pure ai santi perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue:

‘Il santo sinodo comanda a tutti i vescovi e a quelli che hanno l’ufficio e l’incarico di insegnare, che (…) prima di tutto istruiscano diligentemente i fedeli sull’intercessione dei santi, sulla loro invocazione (….) insegnando che i santi, regnando con Cristo, offrono a Dio le loro orazioni per gli uomini; che è cosa buona ed utile invocarli supplichevolmente e ricorrere alle loro orazioni, alla loro potenza e al loro aiuto, per impetrare da Dio i benefici, per mezzo del suo figlio Gesù Cristo, nostro Signore…’ (Concilio di Trento, Sess. XXV).

E questo è quello che fa il Perardi nel suo catechismo quando dice: ‘Preghiamoli di intercedere per noi’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 282).

Anche per coloro che sono contrari a questa dottrina c’è l’anatema:

‘Quelli, i quali affermano che i santi – che godono in cielo l’eterna felicità – non devono invocarsi o che essi non pregano per gli uomini o che l’invocarli, perché preghino anche per ciascuno di noi, debba dirsi idolatria, o che ciò è in disaccordo con la parola di Dio e si oppone all’onore del solo mediatore tra Dio e gli uomini, Gesù Cristo; o che è sciocco rivolgere le nostre suppliche con la voce o con la mente a quelli che regnano nel cielo, pensano empiamente’ (Concilio di Trento, Sess. XXV). Continua a leggere

4 agosto 2010 Posted by | Agostino di Ippona, Catechismo Cattolico, Cattolicesimo Romano, Concilio di Trento, Culto a Maria, Culto ai Santi, Intercessione, Reliquie, Santi "Protettori", Santi Patroni, Teologi papisti, Teologia, Torcere le Sacre Scritture, Uso improprio della Bibbia, Venerazione di santi e morti e di angeli | 2 commenti